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L’atto di asservimento all’ideologia fascista per cui molte città italiane hanno conferito a Mussolini la cittadinanza onoraria il 22 maggio del 1924, viene rimossa 97 anni dopo

Il Comune di Adria ha concesso la cittadinanza onoraria a una figura storica dell’antifascismo polesano, Giacomo Matteotti, revocandola a Benito Mussolini. Quanto mancanza di onore c’era in quella “lontana” cittadinanza, ma il rinnovato coraggio dell’antifascismo l’ha messa in discussione.

La cittadinanza onoraria era stata conferita a Mussolini da molte città italiane il 22 maggio del 1924, anniversario della prima guerra mondiale e data di insediamento del nuovo parlamento eletto con la legge Acerbo a garanzia di una solida maggioranza parlamentare fascista e dopo elezioni avvenute in un clima di intimidazioni e brogli.

Chiaramente allora una decisione politica, di asservimento a una ideologia che ha portato alla guerra, alla distruzione della nostra Italia, alla guerra civile, alla sofferenza di milioni di Italiani e di cittadini Europei e del mondo.

L’amministrazione del Comune di Adria la scorsa settimana ha deciso di farlo e anche questo è un atto politico di grande rilevanza che ha il sapore dell’antifascismo, attuato in un momento particolarmente delicato della nostra storia in cui, come in un brutto sogno, stanno riemergendo spinte eversive dell’estrema destra in forme anche violente.

Articolo Uno Polesano sostiene la scelta dell’Amministrazione di Adria e del suo Sindaco Omar Barbierato, ringraziandolo per questa decisione. Chiede poi alle istituzioni polesane, Questura, Comuni, Prefettura di “proteggere la nostra Costituzione dimostrando maggiore attenzione nel non considerare una piazza o una via intitolata ad antifascisti luoghi adatti per manifestazioni o presidi di organizzazioni che si rifanno a quella triste e vergognosa fase politica e storica“.

“La nostra formazione politica – affermano da Articolo Uno Polesine –, sostiene che gli atti simbolici hanno un valore molto importante e la scelta dell’Amministrazione di Adria ne porta tutti i significati, anche e soprattutto per la decisione, in contrapposizione alla revoca, della concessione a Giacomo Matteotti di tale riconoscimento.

E’ anche un atto di coraggio e lo vediamo dalle polemiche emerse in conseguenza di questa decisione, che denotano uno smarrimento della memoria, derubricando ad azioni di facciata o demagogiche scelte che invece crediamo maturate nella consapevolezza del grande pericolo che stiamo attraversando“.

Come sarebbe altrettanto importante avere il coraggio, in qualità di istituzioni di questa nostra Repubblica, fondata su una Costituzione antifascista, di non concedere a formazioni politiche autoproclamatesi di matrice neo fascista, la possibilità di manifestare nella piazza che porta il nome del più noto martire della libertà polesano, appunto l’antifascista Giacomo Matteotti, luogo di cui dovremmo prenderci cura, proteggerlo da irrispettose ed inquietanti presenze.

Non sono tanti i Comuni che hanno deciso per la revoca della cittadinanza a Mussolini, nonostante sia storicamente chiarissimo che criminali sono state le azioni conseguenti alle decisioni da lui prese a capo del regime fascista.