La segreteria provinciale del Partito ha inviato una nota

Il futuro dell’ ospedale di San Luca può essere garantito solo attraverso una politica di potenziamento. Nel 2005 il progetto di razionalizzazione delle strutture sanitarie pubbliche ha portato alla chiusura in alto Polesine di ben quattro ospedali: Castelmassa, Trecenta, Badia Polesine e Lendinara.

Il monoblocco costruito a Trecenta doveva diventare una moderna e razionale struttura ospedaliera, capace di erogare servizi per un bacino d’utenza di 85 mila polesani. Questa grande struttura che avrebbe dovuto via via negli anni potenziarsi, ha invece subito paradossalmente dal 2004 in poi una politica di ridimensionamento. Basti ricordare che in questi ultimi anni l’Ospedale di Trecenta ha perso Riabilitazione Cardiologica, riabilitazione Pneumonologica e Pediatria, ha subito una drastica riduzione di personale medico ed infermieristico al Pronto soccorso, e c’è assenza di specialisti nei giorni prefestivi, festivi e nelle ore notturne in reparti come Ortopedia, Cardiologia, Pediatria, Oculista, Urologia, con conseguente allungamento delle liste di attesa, per visite specialistiche.

Di fronte all’ipotesi ventilata in questi giorni, dell’ennesimo tentativo di ridimensionamento dell’ospedale di San Luca, assistiamo ad una strana levata di scudi, da parte di tutte le forze politiche del territorio. Possibile che politici amministratori di centro-destra abbiano preso coscienza solo ora del problema? Oggi vediamo in prima linea, paradossalmente, anche coloro che in questi anni hanno fatto di mestiere i pompieri, smorzando o sminuendo le proteste e le denuncie dei sindacati e dei cittadini, definendole allarmistiche, strumentali ed infondate, e nel frattempo il San Luca perdeva pezzi, pezzi che venivano prontamente rimpiazzati dalle strutture private. Queste persone crediamo si possano ritenere responsabili, quanto la politica clientelare, portata avanti dalla Lega in queste ultime tre legislature. Anche l’Onorevole Bellotti cerca di nascondere le responsabilità della Giunta Regionale, scaricando la croce sul direttore generale Marcolongo, dimenticando che lo stesso direttore, nella proposta di bilancio economico preventivo 2010, dichiara che l’L’Ulss 18 potrebbe far fronte con proprie risorse all’erogazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali pari a 18 milioni di euro, mentre le stesse prestazioni nelle strutture private accreditate inciderebbero per 23 milioni di euro. Questo piano di rientro dal deficit avrebbe portato un risparmio di 14 milioni di euro annui, ma l’ex assessore Sandri (Lega nord)ha preferito depositarlo nel fondo di un cassetto.

Appare chiaro che i politici di centro-destra stanno usando strumentalmente la grave crisi economica per demolire lo stato sociale, vediamo infatti che i costi di questa crisi vengono scaricati per intero sui servizi pubblici di questo paese, paradossalmente vediamo raddoppiate le risorse destinate ai privati. Un disegno politico molto chiaro che riserva poche speranze all’ospedale di Trecenta: per questi motivi il Partito Democratico invita i cittadini ad una forte mobilitazione in difesa di una sanità pubblica efficiente ed uguale per tutti.