giuseppe conte

Attesa per il nuovo Decreto del Ministro della Salute che riporterà tutte le regioni in zona gialla

È stato varato ieri, giovedì 3 dicembre, dal Governo e firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, il nuovo DPCM in tema di contenimento dell’epidemia di Covid-19. Il Decreto, presentato dallo stesso Conte in serata in conferenza stampa, tiene alta l’allerta nel tentativo di evitare una terza ondata di contagi a inizio 2021.

Prima della fine del weekend è attesa anche la firma del nuovo Decreto del Ministro della Salute, Roberto Speranza, che riporterà in “zona gialla” tutte le regioni.

Inoltre, anche se ancora non è disponibile il testo, il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le principali misure che verranno applicate in tutta Italia dal 21 dicembre al 6 gennaio, che comprendono il coprifuoco fino alle 7 del mattino a Capodanno, coprifuoco fino alle 7 del mattino a Capodanno, negozi aperti fino alle 21 ma centri commerciali chiusi nel weekend e nelle festività.

Le misure del nuovo Dpcm

A partire dalla mezzanotte oggi, venerdì 4 dicembre, è attivo il nuovo Dpcm, che sostanzialmente conferma fino al 20 dicembre le misure contenute nel decreto in scadenza ieri, compresa la loro modulazione sulla base delle fasce cosiddette gialla, arancione e rossa. Il Dpcm ha scadenza il 6 gennaio, ma dal 21 dicembre al 6 gennaio verranno applicate misure specifiche con maggiori restrizioni.

Coprifuoco
Dalle ore 22 alle ore 5 non saranno consentiti gli spostamenti nemmeno all’interno dello stesso comune se non per motivi di salute, lavoro, comprovate necessità. Il coprifuoco sarà mantenuto anche nei giorni della Vigilia, di Natale e di Capodanno, dalle 22 alle 7.

Scuola
Le scuole superiori rimangono chiusi fino al 7 gennaio. Nelle zone arancioni le scuole continueranno a rimanere aperte fino alla terza media compresa, nelle zone rosse fino alla prima media.
Dal 7 gennaio dovrebbe ricominciare la didattica in presenza per il 75% degli studenti.

Bar e ristoranti
Con il ritorno delle regioni in zona gialla, riapriranno i bar e i ristoranti fino alle 18, con non più di quattro persone al tavolo. Asporto consentito fino alle 22, sempre consentita la consegne a domicilio.
Chiusi nella serata di Capodanno anche i ristoranti degli alberghi, che potranno servire la cena solo in camera.

Negozi e centri commerciali
I negozi potranno rimanere aperti tutti i giorni fino alle 21 fino al 6 gennaio. Centri commerciali e grandi magazzini aperti nei weekend solo per beni di prima necessità.

Pranzo e cene di Natale
La raccomandazione è quella di festeggiare solo con i conviventi.
Il giorno di Natale, il 26 e il 31 dicembre i ristoranti saranno aperti per il pranzo. Il 31 dicembre gli alberghi rimangono aperti non sarà possibile festeggiare con veglioni o cene: i ristoranti chiuderanno alle 18 e poi solo servizio in camera. Nelle aree arancioni e rosse, bar e ristoranti restano aperti dalle 5 alle 22 solo per l’asporto.

Feste
Resta vietato organizzare feste nei locali pubblici e nei luoghi privati. I sindaci, con apposita ordinanza, potranno chiudere strade e piazze.

Cinema e teatri
Resteranno chiusi per tutte le festività.

Messe
Le funzioni religiose della notte del 24 dicembre saranno anticipate alle ore 20 per consentire il rientro prima dell’inizio del coprifuoco.

Spostamenti
Sono riaperti gli spostamenti tra comuni e tra regioni, ma solo fino al 20 dicembre. Dal 21 dicembre al 6 gennaio vietati gli spostamenti tra le regioni (e tra le province autonome). Il 25 dicembre, il 26 dicembre e l’1 gennaio sarà vietato anche spostarsi dal proprio Comune.
Spostamenti sempre consentiti per motivi di salute, urgenza o “stato di necessità”, oltre alla possibilità di rientrare nel proprio domicilio o nella propria residenza (non però nelle seconde case, raggiungibili solo all’interno della stessa regione e in zona gialla).
Nei “casi di necessità”, come sottolineato da Conte in conferenza stampa, rientra l’assistenza a persone non autosufficienti. Il Premier ha aggiunto inoltre che “sarà sempre consentito il rientro nel Comune di residenza o dove si abita con continuità. Questo consentirà il ricongiungimento delle coppie”.

Impianti sciistici
Gli impianti e le piste da sci resteranno chiusi dal 4/12 al 6/1 per evitare file e assembramenti in coda e nelle funivie.

Viaggi all’estero
Dal 10 dicembre, per chi torna da uno dei 27 Paesi della UE, c’è l’obbligo, prima di partire per l’Italia, di fare il tampone e presentarlo all’arrivo: se è negativo, si può entrare senza dover fare la quarantena. Chi arriva da un paese extra-Schengen dovrà comunque fare la quarantena.
Dal 21 dicembre e fino all’Epifania scatta una regola più rigida: tutti coloro che torneranno dall’estero dovranno osservare il periodo di quarantena. Ad esempio, sarà possibile andare a sciare in Austria o in Svizzera, ma al ritorno bisognerà chiudersi in casa e restarci per dieci giorni seguendo le regole del confinamento precauzionale.

Obbligo di mascherina anche all’aperto
Rimane anche il divieto di assembramento e l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto e al chiuso. I sindaci potranno emettere ordinanze per chiudere strade e piazze per evitare gli affollamenti anche nel corso della giornata, oppure prevedere ingressi contingentati in quelle aree di città e paesi dove c’è il rischio che si verifichino assembramenti.

Il testo

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