Azzalin: “Un no chiaro e ampiamente condiviso con una legge che vieti di svolgere attività di ricerca, di prospezione e di coltivazione di idrocarburi”

Il no alle trivellazioni in Polesine arriverà per legge, una proposta di legge nazionale che vede l’immediata convergenza di tutti gli esponenti politici del territorio, da Graziano Azzalin a Isi Coppola.
Nel corso del convegno “Polesine e… metano. Ritorna l’incubo estrazioni” che si è tenuto ieri sera in Sala Europa a Taglio di Po nell’ambito delle celebrazioni per i 407 anni dal taglio del Po, data di nascita simbolica del Delta, il consigliere regionale Graziano Azzalin, ospite dell’incontro insieme all’assessore regionale Marialuisa Coppola, al collega della Lega Cristiano Corazzari, al direttore del consorzio di Bonifica Delta Po Adige Giancarlo Mantovani, alla presidente della sezione turismo di Unindustria Rovigo Maria Adelaide Avanzo, all’assessore provinciale all’Ambiente Giuliana Gulmanelli ed a numerosi sindaci ed assessori dei Comuni del Delta, con un vero e proprio colpo di teatro ha sfoderato un progetto di legge con il quale si stabilisce che, al fine di prevenire il fenomeno della subsidenza, le attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, sono vietate nel territorio delle province di Padova, Rovigo e Venezia.
“Visto che tutti i presenti sono d’accordo nel sostenere la pericolosità di attività estrattive nel nostro territorio e che lo stesso assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte ha manifestato tutta la propria contrarietà nei confronti della ricerca di idrocarburi nel sottosuolo veneto – ha evidenziato Azzalin – e che tutti vogliamo evitare che queste possano in qualche modo andare avanti nel proprio iter autorizzativo, sono sicuro che questo progetto di legge statale da trasmettere al Parlamento secondo quanto stabilisce l’articolo 121 della Costituzione, che ho elaborato secondo quanto mi ero impegnato a fare quando è venuta fuori la richiesta di prospezioni da parte della multinazionale texana Aleanna Resources, potrà trovare un sostegno ampio e trasversale in Consiglio regionale e quindi approdare a Roma con un supporto forte da parte della politica, delle istituzioni e della popolazione. In pratica, si tratta di un emendamento all’articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ‘Norme in materia di tutela ambientale’, diretto ad estendere il divieto di svolgere attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, vigente nelle aree marine e costiere protette e nelle zone di mare poste entro dodici miglia marine dal perimetro esterno delle suddette aree, anche al relativo entroterra nei territori delle province di Padova, Rovigo e Venezia”.
L’assessore Coppola ed il consigliere Corazzari hanno immediatamente manifestato il proprio sostegno all’iniziativa legislativa e questo ha suscitato la soddisfazione del relatore della proposta Azzalin: “L’adesione di importanti esponenti della maggioranza è un segno forte e chiaro della volontà di dire un no univoco a ulteriori tentativi di sfruttamento del nostro territorio che paga ancora le devastanti conseguenze delle estrazioni di metano avvenute in passato. Di fronte a pericoli così gravi in termini di sicurezza idrogeologica e in nome del principio di precauzione posso constatare con favore che la politica polesana dimostra un alto senso di responsabilità ed ha scelto di erigere un argine comune che vada aldilà delle appartenenze politiche in nome della tutela di un territorio fragile e prezioso”.
La proposta di legge, sottoscritta, oltre che dall’estensore Azzalin e dall’assessore all’Economia Marialuisa Coppola, ha ricevuto anche il sostegno convinto dell’altro consigliere regionale polesano Mauro Mainardi, che ha aggiunto la propria firma in calce a quelle del capogruppo del Pd Laura Puppato e dei consiglieri Tiozzo, Bortoli, Fracasso, Pigozzo, Ruzzante e Sinigaglia.