Graziano Azzalin: “Il meccanismo di finanziamento va ripensato”

“E’ bene sgombrare il campo da ogni dubbio: i quasi sette milioni di euro di contributi per l’edilizia scolastica che la Regione non erogherà ai Comuni per la mancata presentazione della documentazione non sono dovuti a incapacità dei Comuni a presentare le domande, ma derivano dalle note difficoltà in cui si dibattono le amministrazioni comunali, strangolate dai vincoli finanziari e dall’obbligo di rispettare il patto di stabilità”.
Il consigliere regionale Graziano Azzalin interviene con durezza in merito alla vicenda che ha visto numerosi Comuni di tutto il Veneto ‘decadere dal diritto al contributo per rinuncia allo stesso da parte del beneficiario, ovvero per l’inutile decorso del termine di rendicontazione’ e che non farà arrivare sul territorio 6 milioni e 875mila euro che, invece di andare a finanziare interventi nelle scuole, resteranno nelle casse di Palazzo Balbi.
“Un fatto del genere – sottolinea Azzalin – deve far riflettere su un meccanismo di finanziamento che, allo stato attuale, manifesta tutta la propria inadeguatezza. Non è pensabile infatti che soldi già stanziati non vengano distribuiti sul territorio fingendo di non capire che il problema è dovuto alle difficoltà di cofinanziare le opere in questione. In tutti gli interventi in questione, infatti, la Regione si accollava il pagamento di una quota parte generalmente pari a un terzo dell’importo complessivo. Ma per i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, riuscire a coprire la propria parte è diventato sempre più difficoltoso mese dopo mese ed è per questo che in tanti, troppi, sono stati costretti a rimettere i progetti nei cassetti. E questo, ovviamente, a totale detrimento dei cittadini e del territorio, che perdono l’occasione di vedere ristrutturate, adeguate o ampliate e proprie scuole per quasi 20 milioni di euro”.
L’esponente del Pd invita dunque gli esponenti della Giunta “a non rallegrarsi per i quasi sette milioni di euro che restano nelle casse regionali, ma a pensare ai 20 milioni di occasioni che il Veneto, ancora una volta ha perso”.