Maggioli amplia il perimetro delle proprie attività

L’azienda di Verona è specializzata in tecnologie per servizi su richieste da remoto, dallo sviluppo e operazioni su software all’intelligenza artificiale

Nuova acquisizione per Maggioli, che stavolta con lo shopping potenzia l’infrastruttura cloud. Il gruppo riminese – come riporta il Corriere della Sera – ha infatti perfezionato nei giorni scorsi l’acquisto di Kiratech, azienda di Verona specializzata in tecnologie per servizi su richieste da remoto, dallo sviluppo e operazioni su software, all’intelligenza artificiale, e che con la società romagnola collaborava da tempo nelle vesti di fornitore. Kiratech è stata fondata venti anni fa da Giulio Covassi e aiuta grandi imprese e banche nel percorso di modernizzazione infrastrutturale e applicativa attraverso la selezione di tecnologie in ambito Platform AI, Platform Engineering e Plat-form Security. Il suo giro d’affari si attesta intorno ai 20 milioni di euro, l’Ebitda intorno ai due. Maggioli rileva il 70% del capitale pagando sei volte l’ebitda più l’earnout, prezzo aggiuntivo basato sul rendimento che l’acquirente di una società paga al venditore in aggiunta al prezzo di base fisso. “L’ingresso in questa grande realtà non è solo crescita tecnologica e di business: è la piena realizzazione di una visione che mette al centro il talento e la specializzazione per affrontare, con un approccio ancora più stretto e pragmatico, le sfide della Cloud Adoption e del Platform Engineering, a beneficio di tutti i clienti”, spiega Covassi, che fondò l’azienda a ventisei anni con 5.000 euro prestati dal padre.

L’ingresso di Kiratech nel gruppo riminese avverrà all’interno di Dnova, la controllata che raggruppa le società e i business per il privato. “Ora saremo più forti nel business sulla pubblica amministrazione, potremo proporre soluzioni cloud anche infrastrutturale e al contempo rafforziamo l’offerta di Dnova sul privato, che oggi con Kiratech annovera in tutto 4 aziende”, spiega il ceo Paolo Maggioli, fiducioso di chiudere il 2025 con un fatturato di 370 milioni di euro (+3%). Maggioli, insomma, continua a crescere con le proprie forze, nonostante l’allontanamento del progetto di quotazione. Il traguardo per il 2027 è il mezzo miliardo di ricavi. “L’ipotesi di trovare un socio per avere spinta alla crescita resta, ma intanto andiamo avanti con i nostri piani perché il piano così funziona bene. Nel 2026 avremo una coda del Pnrr che ha aiutato la digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche, poi riprenderemo il nostro percorso”, spiega Paolo Maggioli. Che conclude: “la ‘nuvola’ non è più solo un tema infrastrutturale ma è fulcro di sicurezza e innovazione, ritenuto cruciale nell’ambito del Pnrr e reale esigenza per la necessaria evoluzione della pubblica amministrazione”.