Importante piano di riassetto per Bper dopo il "matrimonio" con la Popolare di Sondrio (foto Shutterstock)

Uscita su base volontaria anche di 800 dipendenti

Le fusioni tra banche non sono indolori per i dipendenti. Il cda di Bper ha deliberato l’attivazione di un percorso volto a favorire il ricambio generazionale con l’uscita, su base volontaria, di 800 dipendenti, che, al pari delle filiali da chiudere (90) che coinvolgeranno sia la Popolare di Sondrio che Bper. Le uscite, che si realizzeranno prevalentemente nel corso del 2026, verranno sostenute dal fondo di solidarietà e saranno oggetto di un percorso che Bper intende condividere con i sindacati, che chiederanno assunzioni compensative per attenuare il peso degli esuberi. Un incontro tra le parti si terrà già la prossima settimana. La road map prevede che già il prossimo 5 novembre i Cda delle due banche procederanno all’approvazione del progetto di fusione, ferma restando «l’applicazione dei presìdi richiesti dalla disciplina per le operazioni con parti correlate». In quella data peraltro è prevista l’approvazione del resoconto intermedio di gestione consolidato al 30 settembre 2025, rispettivamente, da parte delle due banche.

Bper prevede che la fusione diventi efficace “entro il primo semestre del 2026”, una volta approvata dalle assemblee straordinarie e ottenute le autorizzazioni delle authority. L’integrazione, spiega la banca, “costituisce una leva strategica per accelerare la crescita e massimizzare la creazione di valore per tutti gli stakeholder, anche grazie alle sinergie di costi e di ricavi che potranno derivare dalla piena integrazione societaria tra le due entità”, stimate da Bper, in occasione del lancio della sua offerta, in 290 milioni di euro.

A questo scopo Bper ha approvato un nuovo modello organizzativo della ‘combined entity’ che entrerà in vigore una volta che la fusione sarà efficace, con l’obiettivo di massimizzare il contributo delle due reti al nuovo gruppo, che in Borsa capitalizza ormai circa 20 miliardi di euro. La riorganizzazione prevede la creazione di nuove strutture, tra le quali una nuova direzione regionale dedicata all’area dell’alta Lombardia, e la razionalizzazione della rete, con l’accorpamento di circa 90 sportelli collocati nelle regioni del centro nord, ad esclusione della provincia di Sondrio, cuore pulsante dell’istituto valtellinese, di cui Bper preserverà anche il marchio nelle aree di elezione.