Bologna cerca di frenare la proliferazione degli affitti brevi

Gli appartamenti devono avere una dimensione superiore ai 50 mq – Stop in centro e zona Saragozza

Arriva a Bologna la stretta sugli affitti brevi un toccasana per i redditi dei proprietari immobiliari, un dramma per chi cerca casa in ragione dello studio in città o del lavoro. E arriva il freno ad affitti brevi in centro e in zona Saragozza. Il sindaco Matteo Lepore lo aveva annunciato dal palco della festa dell’Unità e lo ha ribadito nei giorni scorsi. “Presenteremo una proposta che adesso possiamo mettere in campo perché abbiamo vinto un ricorso al Tar proprio per regolamentare gli affitti brevi e individuare le zone dove sono troppi o dove vogliamo limitarli. Non significa vietare, voglio dirlo alle famiglie che affittano, ma regolamentare perché ci sia un maggiore equilibrio in città”.

È l’assessore all’Urbanistica, Raffaele Laudani, a spiegare – in un ampio articolo sulla cronaca di Bologna de Il Resto del Carlino – più nel dettaglio in cosa consista la proposta annunciata dal primo cittadino. Con la variante al piano urbanistico che entrata in vigore a inizio 2025 è stata introdotta una nuova destinazione d’uso, la categoria B3 che distingue gli immobili per l’affitto turistico e che ha consentito di introdurre modifiche al Pug (il Piano urbanistico generale) dove era stato inserito, per contenere la proliferazione degli affitti brevi: “adesso arriva il limite dei 50 metri quadri per i frazionamenti degli immobili e questo limite, con il B3, viene destinato solo agli affitti turistici”, spiega Laudani.

Per gli affitti lunghi, cosiddetti residenziali, “invece si può andare sotto i 50 metri quadri, a patto che vengano rispettate tutte le regole di abitabilità.  Questo consente di prendere una casa in affitto anche a una giovane coppia o un lavoratore a medio o basso reddito a un prezzo ragionevole”.

Ma su questa variante, come spiega l’assessore, sono arrivati i ricorsi “soprattutto dei grandi fondi di investimento. Il Tar ha dato ragione a noi e sulla base di questa sentenza stiamo facendo uno studio del territorio per individuare le zone della città dove ci sono troppi affitti brevi: qui non sarà più possibile richiedere una destinazione B3. Ma ci saranno zone in cui potranno essere anche incentivati. Per la prima volta un comune italiano potrà decidere in quali zone della città si può fare nuovi affitti brevi e dove no”. Laudani spiega che tutti quelli già in essere “se sono regolari” resteranno. La zona dove c’è concentrazione maggiore di abitazioni a uso turistico è quella del centro storico: nella zona Saragozza il fenomeno è particolarmente presente, come fa sapere l’assessore.

“L’iter per la variante è pronto e noi contiamo di andare in Consiglio comunale entro la fine dell’anno – annuncia il titolare dell’Urbanistica –. L’obiettivo è che nel corso del 2026 la variante diventi operativa. Fuori al centro storico ci sono zone in cui un maggior numero di affitti brevi potrebbe servire per sostenere e rilanciare quelle aree. Bisogna naturalmente fare un ragionamento di pianificazione della città, ma non c’è dubbio che l’entrata in funzione del tram cambierà la geografia – riflette –. Anche la Regione prenderà spunto da questa variante per una legge regionale”.