Lo denuncia il presidente di Confartigianato Marco Marcello

“Meno Stato, più privati, più libertà di intraprendere in un contesto di concorrenza vera”. A dirlo è il presidente di Confartigianato Rovigo, Marco Marcello, dopo un’attenta lettura dei dati italiani dell’inflazione in giugno rapportati a quelli dell’Eurozona.
Il differenziale delle tariffe tra Italia ed Eurozona è elevatissimo: a giugno l’acqua in Italia cresce dell’11,7 per cento, ben 8,1 punti in più rispetto alla media europea del 3,6 per cento. Il servizio del Belpaese di raccolta rifiuti aumenta le tariffe del 4,5 per cento, cioè quasi il doppio rispetto al 2,5 per cento della stessa media europea.
“A volte le scelte dettate dalle situazioni e spinte da logiche solo politiche – dichiara il presidente provinciale – non portano benefici ai cittadini, come pare confermare l’esito del responso dei recenti referendum. Anzi, come sottolineato da uno studio di Confartigianato, le tariffe dei servizi pubblici in dieci anni sono cresciute più del doppio rispetto alla stessa Europa”.
A tutto questo, continua Marcello, “si somma anche un crescente peso delle esternalizzazioni che gli enti locali effettuano nei confronti delle aziende controllate come succede per le società polesane nei settori acque e rifiuti, che operano per la maggior parte al riparo dalla concorrenza a cui sono sottoposti tutte le nostre aziende ogni giorno”.
Ma non è finita qui: “A ciò – avverte il presidente concludendo – si aggiunge anche la proliferazione di ostacoli amministrativi che deprimono la crescita della produttività. In questo momento di profonda crisi e di una volontà della politica di trovare nuove soluzioni per la crescita, auspichiamo che il filo conduttore sia: meno Stato, più privati e più libertà di intraprendere in un contesto di concorrenza vera”.