Dorothy ci accompagna nel mondo del mago di Oz
Una foto id scena dello spettacolo il mago di Oz

Nel segno dell’Amicizia, il secondo spettacolo della rassegna di teatroragazzi

In quel pericoloso e tortuoso cammino che è diventare grandi, ci vuole decisamente cervello, cuore e coraggio. È il claim con cui la veronese Fondazione Aida, da 40 anni impegnata nella produzione e promozione di teatroragazzi, presenta il suo “Il Mago di Oz”, adattamento teatrale del celeberrimo romanzo di Lyman Frank Baum. Ora questo spettacolo arriva per la prima volta in Polesine, domenica 14 aprile, alle 16.30, al Teatro Duomo di Rovigo, seconda data della nuova rassegna “Grandi e piccoli sogni”: progetto di Irene Lissandrin e ViviRovigo, con la collaborazione del Circuito regionale Arteven-Mic-Regione Veneto e del Comune di Rovigo, ed il sostegno della Fondazione Cariparo e del marchio Borsari Idb group.

Spettacolo per tutti, con biglietto unico di 5 euro, acquistabile alla biglietteria del teatro a partire dalle 15.30. È consigliata la prenotazione a ViviRovigo tel/wa 347 6923420 o grandiepiccolisogni@gmail.com.

Il viaggio di Dorothy, catapultata da un tornado dal Kansas al meraviglioso Paese di Oz, dove incontra lo Spaventapasseri in cerca di un cervello, il Boscaiolo di latta in cerca di un cuore ed il Leone vigliacco in cerca del coraggio, è una favola moderna, che si presta a tante letture, in particolare, il viaggio dei protagonisti è spesso assimilato all’esperienza del diventare grandi. La rassegna “Grandi e piccoli sogni” vuole focalizzare l’attenzione sul legame di amicizia che si instaura tra i personaggi principali. L’Amicizia è il sogno bi-sogno che ha ispirato questa scelta artistica, all’interno di un programma orientato a rappresentare i quattro valori di Fantasia, Amicizia, Esperienza e Fiducia con altrettanti spettacoli dedicati. L’Amicizia tra i bambini è una vera palestra per le relazioni sociali: si sperimentano affetto, affiatamento e condivisione, ma anche rivalità, gelosie e prevaricazioni. Nei rapporti con i compagni si vivono in prima persona alcuni principi morali come il senso di giustizia, la solidarietà e la lealtà, ossia si allenano quelle competenze sociali, che accompagneranno poi l’adulto per tutta la vita.

“Il Mago di Oz” della Fondazione Aida cerca di evidenziare l’aspetto più fantastico dell’esperienza del diventare grandi. Così ne descrive l’idea creativa, il regista Pino Costalunga: “Immaginate che i personaggi della storia saltino fuori come per incanto dalle vecchie corde attorcigliate o dai vecchi bauli impolverati. Immaginate poi in quel Teatro, tre attori che si mettono a giocare con quegli oggetti divenuti bellissimi pupazzi e con quelle macchine piene di suoni ed effetti magici e misteriosi”. Si usano le tecniche del teatro di figura e del teatro d’attore. Gli attori in scena sono Elena Pavan, Martina Lodi e Francesco Manfredi. I pupazzi sono di Antonia Munaretti. Alle scenografie, Federico Balestro.