Una settimana di eccezionali concerti incentrati sul violoncello

Una intensa settimana concertistica dal respiro internazionale: è questa la prestigiosa offerta che l’Associazione Musicale F. Venezze propone al pubblico, non solo rodigino, per l’ottava edizione del festival Rovigo Cello City, che si svolgerà da domenica 29 agosto a domenica 5 settembre, e che è stata dettagliatamente presentata dal suo Direttore Artistico, il violoncellista Giovanni Gnocchi, nella conferenza stampa svoltasi nella mattina di ieri, 25 agosto, all’Auditorium Tamburini. La presentazione è stata introdotta dal Presidente dell’Associazione, Ettore Felisatti, che ha ribadito la meritoria opera di divulgazione artistica svolta dall’Associazione nei suoi 99 anni di ininterrotta attività, tale da portare a Rovigo proposte concertistiche di assoluto valore. Un’attività che deve essere un vanto per la nostra città, con l’auspicio che il centenario imminente renda possibile anche una sua organizzazione in forma più strutturata, pur senza mai prescindere da quella base volontaristica di musicisti professionisti e volenterosi appassionati che, di generazione in generazione, continuano ad impegnarsi con generosità per creare a Rovigo occasioni concertistiche di alto livello artistico. E Rovigo Cello City 2021, fiore all’occhiello dell’attività associativa, quest’anno vuole ambiziosamente superare se stesso con una settimana di eccezionali concerti incentrati sul violoncello, che non hanno eguali nel panorama italiano: “La presenza di tre stelle del firmamento internazionale di età diverse vuole essere un mezzo per stimolare l’attenzione del pubblico sull’evoluzione del percorso concertistico degli artisti: infatti, il francese Jean-Guihen Queyras ha 54 anni, lo svedese di padre ungherese Jakob Koranyi ne ha 39, e il vincitore del Premio Tchaykovskji del 2019, lo straordinario Zlatomir Fung, cittadino americano di ascendenze cinesi e bulgare, soltanto 22. Tre età evolutive differenti, che influiscono sul loro fare musica”, dice Giovanni Gnocchi.

Sono presenze molto diverse non solo per età, ma anche per culture di provenienza – continua -, e in questo senso il concerto cameristico del 4 settembre è ancora più indicativo della mia idea di festival come scambio di esperienze diverse e complementari, perché unisce cameristi di valore, ma molto distanti fra loro: Liza Ferschtman, Nurit Stark e Gareth Lubbe, che suoneranno con me, Fung e Koranyi, uniranno Russia, Israele, Olanda e Germania, ma quel che è ancora più bello è che per una settimana saranno insieme a Rovigo, a stretto contatto con la città e i suoi abitanti. È questa la bellezza di un festival, che non è una stagione concertistica, ma è una bolla di virtuosismo e sperimentazione, una settimana folle, dove tutto è possibile, anche l’ascolto di un celebrato violoncellista come Queyras, che dialoga con il figlio ventenne pittore, che appunto dipingerà una grande tela in diretta, durante la performance musicale del padre. Il baricentro di queste proposte molto diverse e a tratti eccentriche sarà un artista stimato e poliedrico come Luigi Piovano, primo violoncello dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ma anche solista in duo stabile con Sir Antonio Pappano e insieme direttore d’orchestra, che nel concerto di apertura sarà solista, primo violoncello dei Violoncelli di Rovigo Cello City e insieme direttore del medesimo ensemble”.

Giovanni Gnocchi è un fiume in piena di entusiasmo nel cercare di mettere in luce la grande ricchezza di proposte e di prospettive di questo festival: “Un evento che può esistere soltanto a Rovigo, una città che gli addetti ai lavori da molti anni sanno essere patria del violoncello, grazie alla presenza di uno straordinario maestro come Luca Simoncini, che ha formato generazioni di valenti violoncellisti, a partire da Luigi Puxeddu, il fondatore di Rovigo Cello City”. Anche Gnocchi, giovanissimo, arrivò 25 anni fa da Cremona proprio per studiare con Simoncini, e a questo proposito ricorda: “Avevo appena fatto la maturità, e riuscii ad avere una lezione privata da Simoncini. Il giorno dopo avevo già telefonato al Conservatorio di Rovigo, per sapere come fare ad iscrivermi. I suoi insegnamenti sono per la vita, e infatti spesso mi trovo a trasmetterli a mia volta ai miei allievi del Mozarteum di Salisburgo. Durante questo festival non potevo dimenticarlo, e infatti ci sarà sia una conferenza-intervista con Simoncini, in cui cercherò di stimolarlo al racconto di aneddoti dalla sua lunga e importante carriera, ma ci sarà anche uno straordinario concerto di uno dei suoi allievi più talentuosi, che già si è fatto onore in molti concorsi, avviando così una promettente carriera concertistica internazionale, il ventunenne Luca Giovannini”. E se pensiamo che Giovannini e Fung sono praticamente coetanei, un altro degli “incroci tra mondi, culture, generazioni” che questo festival vuole stimolare, è proprio l’incontro fra due giovanissimi artisti dal sicuro avvenire, che potranno confrontare le loro differenti esperienze e sensibilità, e lo faranno a Rovigo.

L’unica notizia negativa in tale e tanto attivismo culturale è l’annullamento del concerto di Abel Seloacoe, previsto per il 30 agosto alle ore 21,00 in Piazzetta Annonaria, in ossequio alle vigenti normative Covid-19 sull’ingresso degli stranieri nel nostro paese.

Per il resto, le prenotazioni sono aperte a tutti da venerdì 20 agosto. Per i soci è possibile prenotare il proprio posto mandando un messaggio Whatsapp al numero dell’associazione 3791322543. Per i non soci è possibile prenotare mandando una e-mail all’indirizzo [email protected] .

Tutti i concerti saranno a pagamento, mentre le conferenze-evento saranno ad entrata gratuita. Per tutte le informazioni e per rimanere aggiornati sulle attività, visitare il sito web o i canali social Facebook ed Instagram del Festival.