Quinto appuntamento dell’edizione 2011 di “Tra ville e giardini”

Quinto appuntamento dell’edizione 2011 di “Tra ville e giardini”, itinerario di danza e musica nelle ville e corti del Polesine, giovedì 7 luglio alle ore 21,30 nel parco di villa Due Leoni a Crespino con lo spettacolo “Il paese dei campanelli” della Compagnia di operette La Belle Epoque.
Biglietto unico € 5,00
Bonbon: Dianora Marangoni, La Gaffe: Guido Trebo, Nela: Cristina Chiaffoni, Comandante Hans: Enrico Zagni, Attanasio: Vittorio Regina, Pomerania: Silvia De Petris, Basilio: Ferdinando Schiavone, Nansen: Dino Centonze, Tarquinio: Jonny Cagiano, Ethel: Emanuela Fontana, I Marinai: Piero Tarlazzi, Enrico Zagni, Luca Nuvoloni, Antonio Esposito Orchestra, Coro E Balletto La Belle Epoque Primo Ballerino: Gian Luigi Bertocchi, Direttore Di Scena: Vitorego, Regia: Cice Lombardo, Maestro Concertatore E Direttore D’orchestra: Giorgio Tazzari, Costumista: Giovanna Randi, Disegno E Luci: Paolo Marchini, Allestimento – Fonolux – Scenografia: Cps Firenze
La compagnia La Belle Epoque si è formata nel 1982 grazie alla volontà e alla tenacia del maestro Giorgio Tazzari, che crede nell’operetta non solo come revival, ma come una peculiare dimensione di spettacolo da tenere viva. L’attività della compagnia si è esplicata nei maggiori teatri italiani ed esteri e con successo in diverse trasmissioni televisive.
La storia de Il Paese dei Campanelli è ormai nota a tutti. In un’isola di pescatori, sopra la porta di ogni casa ci sono dei campanelli magici che per motivi misteriosi si mettono a suonare quando si consumano amori extraconiugali. Immaginatevi cosa può succedere se un bel giorno in quell’isola approda un’intera squadra di aitanti marinai. Equivoci, amori, al tempo di Balla la giava boccuccia di baci o di altre musiche famosissime come Luna tu non sai dirmi cos’è. Una divertentissima pièce scritta da C. Lombardo e V. Ranzato nel 1923 ma che non fa sentire per niente i suoi cent’anni. La spumeggiante musica, gli ammiccanti dialoghi, la fresca comicità basata sull’equivoco, la rendono un boccone ghiotto per chi ama l’operetta e un’occasione unica per chi, invece, la vuol scoprire.