
L’intervento dei militari è scaturito grazie alla collaborazione della cittadinanza locale
Ad inizio agosto, nell’ambito di un’attività di prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti, i Carabinieri di Occhiobello hanno deferito un minore alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia, perché ritenuto responsabile – in ipotesi accusatoria – di cessione e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.
L’intervento dei militari è scaturito grazie alla collaborazione della cittadinanza locale. Nei giorni precedenti erano stati infatti segnalati movimenti sospetti in un parco pubblico; una persona aveva notato la presenza di un giovane nei pressi della sua proprietà, intento ad effettuare delle ricerche notturne con una torcia nei pressi della recinzione.
Una volta acquisita la notizia, gli operanti hanno pianificato un intervento mirato, tramite un apposito servizio di osservazione nelle vicinanze del posto. I militari hanno quindi assistito in diretta a uno scambio dose-denaro: il minorenne si è infatti avvicinato a una siepe e, grazie ad una pila, ha prelevato dello stupefacente dal suo interno che ha ceduto a un altro giovane giunto sul posto, ricevendo in cambio denaro contante.
A quel punto i Carabinieri intervengono immediatamente per bloccare i soggetti e procedere alla perquisizione personale del minore, che viene trovato in possesso di un involucro in cellophane contenente 3,85 grammi di hashish e di una somma di denaro di 35 euro in contanti, tra cui banconote di vario taglio ricevute come corrispettivo per la dose appena venduta all’acquirente, che è invece in possesso di un involucro in cellophane contenente 2,20 grammi di hashish e due barattoli di plastica, contenenti complessivamente 16,88 grammi di marijuana.
Il soggetto minorenne è stato pertanto deferito alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia per il reato di cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e tutto il materiale e il denaro provento dell’attività di spaccio sono invece posti sotto sequestro penale, convalidato dalla predetta Autorità Giudiziaria. Il maggiorenne invece è stato segnalato alla Prefettura competente quale assuntore di sostanze stupefacenti ai sensi dell’art. 75 D.P.R. 309/1990, con contestuale sequestro amministrativo della sostanza rinvenuta nella sua disponibilità.









