I Carabinieri forestali con parte del pesce sequestrato

I Carabinieri Forestali denunciano due uomini di origine rumena

Il Nucleo Carabinieri Forestali di Adria, al completamento di indagini avviate nell’ultima decade di giugno, ha denunciato alla Procura della Repubblica di Rovigo due soggetti di origine rumena, residenti ad Adria, un 38enne ed un 43enne, resisi responsabili – in ipotesi accusatoria – di bracconaggio ittico nelle acque interne.

L’operazione di contrasto, finalizzata alla salvaguardia degli ecosistemi fluviali e alla sicurezza della filiera agroalimentare, ha visto la collaborazione dei Carabinieri Forestali di Porto Tolle e di Rovigo. L’azione si inquadra nella missione istituzionale di vigilanza sulle risorse naturali che vede il controllo dei mezzi di trasporto come una mossa strategica per intercettare i flussi illegali legati ai crimini ambientali.

I militari operanti hanno infatti intercettato un autocarro in transito a Baricetta, una frazione del Comune di Adria. Il controllo del mezzo ha riguardato un veicolo isotermico refrigerato, a bordo del quale viaggiavano i due soggetti. Nonostante l’esibizione di un Documento di Trasporto che attestava formalmente il carico di 700 kg di pesce siluro, l’ispezione del vano refrigerato ha rivelato la presenza di attrezzature professionali non dichiarate e chiaramente riconducibili all’attività di bracconaggio “silenzioso”, fondamentale per eludere i controlli nelle aree protette del Delta:

  • Un gommone della lunghezza di circa 3 metri munito di un motore elettrico per le incursioni notturne furtive;
  • Una batteria di alimentazione;
  • Stivali da pesca e altre attrezzature imbrattate di residui organici.

L’evidente contrasto tra il carico dichiarato e quanto contenuto, unito alle precarie condizioni di trasporto, hanno reso indispensabile il coinvolgimento dell’autorità sanitaria. Sul posto è infatti intervenuto un Medico Veterinario della ULSS 5 Polesana, che ha delineato un grave quadro di illegalità biologica. L’ispezione ha accertato il prelievo di specie protette o soggette a divieto biologico regionale, quali carpe tinche e lucci, arrecando un danno diretto alla biodiversità e ai cicli riproduttivi della fauna locale. Sotto il profilo igienico-sanitario il personale operante e il medico veterinario hanno rilevato condizioni di stoccaggio assolutamente inidonee. Il pescato infatti era ammassato in cassette di plastica immerse in un liquido insalubre, a diretto contatto con il gommone sporco e le attrezzature insalubri. In virtù di questo il carico è stato dichiarato inidoneo al consumo ed in conformità con i regolamenti comunitari, per la merce è stata ordinata la distruzione immediata presso una ditta specializzata. L’intervento ha così prevenuto l’immissione sul mercato di prodotti alimentari potenzialmente nocivi, garantendo la sicurezza del consumatore finale.

La successiva attività investigativa dell’Arma ha evidenziato una sistematica falsificazione documentale finalizzata a occultare l’origine del pesce. Il documento di trasporto esibito indicava infatti, falsamente, il Lago di Garda come luogo di cattura del pescato, nel tentativo di regolarizzarlo. I Carabinieri Forestali, per privare i soggetti dei mezzi economici necessari alla reiterazione dei reati, hanno proceduto al sequestro preventivo del veicolo utilizzato nella commissione dei reati che è stato pienamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Rovigo, che ha concordato con il quadro accusatorio formulato dagli operanti.

L’operazione portata a termine dal Nucleo Carabinieri Forestali di Adria, con il supporto degli altri reparti presenti sul territorio provinciale, testimonia l’impegno costante nel colpire, da un lato le filiere illegali che minacciano il patrimonio naturale del Paese, e dall’altro garantire la salvaguardia della salute della cittadinanza.