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Le Faq del Governo. Gli operatori dei servizi alla persona non possono chiedere la certificazione verde ai clienti

Green pass. Le nuove Faq del governo chiariscono alcuni aspetti legati alla certificazione verde, con particolare riferimento a chi ne è sprovvisto e ci sono proposte per modificare alcuni elementi chiave, come costo dei tamponi e applicazione del certificato per chi lavora da solo o all’aperto.

“I contratti di lavoro stipulati per sostituire i lavoratori sprovvisti di Green pass sono soggetti alla disciplina generale del contratto a tempo determinato e in particolare a quanto previsto degli artt. 19 ss. del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, e successive modifiche ed integrazioni” si legge in una delle Faq pubblicate da Palazzo Chigi sull’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Mario Draghi.

A proposito della scadenza, “il Green pass – è scritto in una delle Faq – deve essere valido nel momento in cui il lavoratore effettua il primo accesso quotidiano alla sede di servizio e può scadere durante l’orario di lavoro, senza la necessità di allontanamento del suo possessore”.

Badanti

“Se la badante non possiede il Green pass non potrà accedere al luogo di lavoro” e se convivente “dovrà abbandonare l’alloggio”, si legge nelle Faq, poiché prevale il “diritto della persona assistita di poter fruire senza soluzione di continuità della assistenza ricorrendo ad altro idoneo lavoratore”. Il governo, rispondendo a domande frequenti sull’ultimo Dpcm, chiarisce che non siano dovuti vitto e alloggio, oltre allo stipendio, a badanti sprovviste di passaporto vaccinale. Se infine la badante è convivente e positiva al Covid, “non potrà allontanarsi dalla casa nella quale vive” per la quarantena.

Servizi alla persona

I parrucchieri, gli estetisti e gli altri operatori del settore dei servizi alla persona devono “controllare il pass dei propri eventuali dipendenti” ma non devono “richiederlo ai clienti, né questi ultimi sono tenuti a chiederlo a chi svolge l’attività lavorativa in questione”.

Commercio al chiuso e all’aperto

L’obbligo di Green pass riguarda anche gli operatori del commercio sulle aree pubbliche la cui “sede lavorativa” è collocata all’aperto, precisa Palazzo Chigi. “L’obbligo di Green pass – si legge sul sito – non è collegato al fatto che la sede in cui si presta servizio sia all’aperto o al chiuso”.

“Il possesso del Green pass è richiesto anche ai lavoratori stranieri ove debbano svolgere la propria attività lavorativa presso aziende o pubbliche amministrazioni italiane”. In caso di autotrasportatori stranieri sprovvisti del certificato, “è possibile utilizzare il personale dell’azienda italiana per le operazioni di carico/scarico”.

Ispettori

“Le aziende – si legge – potranno essere controllate dagli ispettori del lavoro e dalle aziende sanitarie locali, dei quali si avvalgono i prefetti”.

I soggetti che hanno diritto al green pass ma ne attendono il rilascio o l’aggiornamento

Per i soggetti in attesa di rilascio di valida certificazione verde e che ne abbiano diritto, nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento, sarà possibile avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

Sanificazione e mascherine

L’uso del green pass è una misura ulteriore che si aggiunge, non sostituisce, i protocolli e le linee guida contro il Covid come sanificazione degli ambienti e l’obbligo di indossare la mascherina.

Green Pass che scade durante l’orario di lavoro

Il green pass deve essere valido nel momento in cui il lavoratore effettua il primo accesso quotidiano alla sede di servizio e può scadere durante l’orario di lavoro, senza la necessità di allontanamento del suo possessore.