Ragazzi algerini ospiti in Polesine per dieci giorni

Hanno fatto visita ieri mattina in Provincia i sei bambini del Saharawi tra i 9 e i 14 anni provenienti dai campi profughi algerini di Tindouf per portare il loro messaggio di pace.
Nella decina di giorni di permanenza in Polesine saranno alloggiati all’istituto Sinti di Badia Polesine e parteciperanno ai vari momenti ricreativi organizzati per i coetanei italiani. L’iniziativa organizzata per il sesto anno dall’associazione Jaima Saharawi e finanziata con la vendita delle uova di Pasqua, da cui sono stati ricavati 35 mila euro, trova il concorso della cooperativa di Fratta, l’associazione genitori ed alunni della materna ed elementare di Badia Polesine, l’Auser Polesine e il Centro documentazione polesano.
Durante l’incontro, l’assessore Brusco li ha invitati a studiare per “aiutare gli altri bambini e arrivare alla libertà”.
In Italia per riposare e fuggire dalla vita del campo insidiata pure dal clima, la loro situazione è stata raccontata da Amudi, accompagnatore.
“Le nostre ricchezze – ha detto il giovane interprete – sono esportate dal Marocco, non possiamo avere contatti con i fratelli oltre il muro, i nostri diritti sono negati e c’è il rischio di una pulizia etnica”.
Remo Agnoletto, portavoce del Centro di documentazione polesano, ha ricordato come si mossero i parlamentari in seguito al Patto d’amicizia tra il comune di Bosaro e la Daira di Tifariti e spera “che l’Europa riconosca l’indipendenza della Repubblica Araba Democratica Saharawi”.
La permanenza di due mesi in Italia è iniziata il 31 luglio con l’arrivo a Bellaria e passata la visita medica sono stati ospitati da diverse famiglie.
Dopo la sosta a Badia, la vacanza dei bambini continuerà in Emilia Romagna.