L’intervento del consigliere in merito all’assestamento di bilancio

“Che di soldi a disposizione ce ne siano pochi, è inutile che ce lo ripetiamo. Ma dalla manovra di assestamento si possono comunque trarre indicazioni importanti per quanto riguarda le scelte di questa Giunta. Una giunta che più che scegliere un cammino, si limita a tamponare qua e là qualcuna delle emergenze e dimostra di continuare a navigare a vista. Lasciando a secco i consorzi di bonifica e gli agricoltori, nonostante quello che è stato dichiarato proprio in questi giorni pubblicamente dal presidente Zaia circa la necessità di prestare attenzione al territorio ed alla sua sicurezza sul piano idrogeologico”. Il vicepresidente della commissione Agricoltura è intervenuto in consiglio regionale nel corso del dibattito sull’assestamento di bilancio, puntando il dito contro la mancanza di una visione a lungo termine.

“Era stata promessa – sottolinea Azzalin – una grande stagione di riforme, invece, complici anche la mancanza di coesione della maggioranza e gli sgambetti reciproci, si fanno passi in direzioni contrastanti e la nostra Regione è ferma. E, per l’agricoltura, ancora una volta solo qualche briciola che serve più ad attirare i piccioni che a seminare per il futuro. Quello che più preoccupa, aldilà delle cifre, è proprio il fatto di non avviare le iniziative che potrebbero dare sollievo al settore anche con costi ridotti. A cominciare dalla semplificazione burocratica. Si pensi ai bandi e al Psr, la cui gestione non è fluida e si associa ad un quadro frammentato di proposte che limita in tutto e per tutto lo sviluppo”.

Il consigliere polesano sottolinea poi la “necessità di una riorganizzazione di Veneto Agricoltura, che deve essere fatta, tuttavia, non solo salvaguardando ma addirittura rilanciando la ricerca. Nella recente Delibera con la quale bloccano le assunzioni degli enti strumentali, fatti salvi Sistemi Territoriali e Veneto Strade, si compie un mezzo passo falso. Bisogna valutare attentamente ogni caso e, in particolare, quello dei lavoratori stagionali. Su questo non devono esserci dubbi, in quanto da un lato sono fondamentali per la ricerca in Veneto Agricoltura, dall’altro lo sono anche per la vita dei parchi e per quella dei consorzi. Non vorremmo che all’interno di un necessario processo di razionalizzazione si proceda a tagli indiscriminati e miopi. La stessa Avepa è elefantiaca ma è bene che la riorganizzazione parta dall’alto, dalle direttive del Settore primario e non dal basso”. Secondo Azzalin, è “grave il procedere a tentoni, senza un legame fra parole e fatti: dopo la bella lettera del presidente Zaia sulla necessità di investire sulla sicurezza idrogeologica, possiamo constatare che l’apposita voce di bilancio rimane inalterata. Come manca un segnale anche minimo di attenzione nei confronti dei consorzi di bonifica, enti che non possono essere lasciati al proprio destino. In una recente apparizione pubblica al Museo regionale della bonifica di Ca’ Vendramin, l’assessore Conte si è impegnato a cercare una copertura per le spese relative ai costi elettrici sostenuti dai consorzi: con un emendamento che proporremo lo aiuteremo a tener fede alle sue promesse. In questo modo, lo sottolineiamo, risponde non solo al problema della sicurezza idrogeologica, ma anche a quello del mondo agricolo, sul quale ricadono i costi consortili”.

“Il Polesine – conclude l’esponente democratico – terra sotto il livello del mare, è l’esempio concreto di come la prevenzione possa dare risultati. Dopo l’alluvione di cui ricorre ora il 60° anniversario, sono stati spesi oltre 3 miliardi e 300 milioni per le arginature e 700 milioni per rendere funzionante il sistema di bonifica ed adesso è uno dei luoghi più sicuri del Veneto, tanto che l’ultima ondata di piena non ha creato problemi, almeno dal punto di vista idrogeologico. Bisogna imparare da questo, tenendo conto che è l’attenzione costante a rendere sicuro un territorio. E, proprio per questo, preoccupa la mancanza di manutenzioni ed il totale abbandono degli interventi nelle lagune, che hanno anche un importante valore produttivo, e lungo l’alveo dei corsi d’acqua, che proprio la delibera sul piano di mitigazione del rischio idraulico mette fra i primi punti. Anche in questo caso non si tratta di un impegno finanziario esorbitante, ma semplicemente di un segnale di attenzione che manca. Eppure Zaia tutto questo lo ha detto molto chiaramente nella sua lettera aperta: ci piacerebbe che insieme alle parole, per una volta, ci fossero i fatti”.