Alla manifestazione hanno collaborato gli istituti scolastici cittadini

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Grande entusiasmo e tanta partecipazione alla “Marcia della Pace”. L’iniziativa, promossa dall’Istituto comprensivo Rovigo 2, si è tenuta venerdì 12 maggio nelle vie del centro cittadino per concludersi in piazza Vittorio Emanuele II, tra colori e canti con gli immancabili “Inno nazionale” e “Inno alla gioia”.

Si è trattato dell’evento conclusivo di un percorso sul significato della pace portato avanti nelle scuole.

Alla manifestazione hanno collaborato gli istituti scolastici cittadini, aderenti al Progetto Educativo “Noi bambini per la pace”, che quest’anno compie 25 anni.

La marcia è stata patrocinata dall’assessorato al Turismo, Manifestazioni ed Eventi del Comune di Rovigo con il coinvolgimento del Consiglio Comunale dei Ragazzi (CCR). Altri partners patrocinanti dell’evento sono stati: Unicef e le associazioni del territorio Pedibus e Usacli.

Il sindaco Massimo Bergamin ha seguito l’iniziativa e, particolarmente emozionato, ha condiviso il bel momento con i bambini. Di seguito il suo intervento:

“Care bambine e cari bambini, grazie per questa giornata stupenda insieme a voi in occasione della “Marcia della Pace”. Cercate sempre di fare la pace, anche se qualche volta vi arrabbiate con un vostro amico, siate sempre i primi a tendere la mano. La pace fa bene al cuore, rende i sogni più luminosi, la vita più serena, la pace genera amore e non ha colore. Il mio impegno di Sindaco e’ quello di cercare di proteggervi ora e per il futuro perché nessuno possa mai rubarvi la purezza, i desideri e il vostro cuore delicato. Siete una energia che mi porterò dentro per tanto tempo. Bambini avete l’importante responsabilità di portare un messaggio di pace e di ricordarlo sempre, anche a noi adulti, che qualche volta ci distraiamo. Vi dedico questa poesia di Gianni Rodari “Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare preparare la tavola, a mezzogiorno. Ci sono cose da fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per sentire. Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte né per mare né per terra: per esempio, la Guerra” Un abbraccio a tutti voi, vi voglio bene e grazie“. 

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