3 novembre 2019 - Rovigo, Cronaca

La casa di cura di Occhiobello verso il futuro

Consegna garantita a dicembre 2020, investimento di 6 milioni di euro.

Occhiobello – Duemila metri quadrati di superficie edificata distribuiti su quattro piani, sale operatorie con realtà virtuale e robot chirurgici, nuovi posti letto e nuovi posti di lavoro: la casa di cura di Occhiobello ha dato inizio lo scorso agosto ai lavori di ampliamento della struttura che termineranno a dicembre del prossimo anno.

“Un progetto estremamente ambizioso in quanto viene creato ex novo l’impianto chirurgico della casa di cura con tutti i servizi connessi. In pratica - spiega l’Ad della “Santa Maria Maddalena”, Vittorio Morello -  è come se venisse costruita una nuova clinica collegata al corpo originario del 1951, ma sostanzialmente autonoma e ad alta complessità”. Un centro di eccellenza, dunque, con particolare riferimento alle attività ortopedica, protesica, robotica, chirurgico urologica e del dolore. “Tutte attività considerate “complesse” e che sono alla base della nostra scelta strategica effettuata qualche anno fa – aggiunge Morello -  Potevamo continuare tranquillamente ad operare con i mezzi e la struttura esistente, ma sappiamo che il futuro della sanità convenzionata si basa non solo nello stare al passo con i tempi, ma nell’anticiparli: dobbiamo adeguarci a quelli che saranno gli standard dei prossimi trent’anni e questa è una struttura che si proietta nel futuro anche come modalità costruttive perché prevede una prefabbricazione delocalizzata con tempi di realizzazione dell’opera estremamente rapidi”.

La ditta incaricata della costruzione è la “Ghiotti” di Trecenta, leader nel nordest per la realizzazione di sale operatorie, ambienti per terapia intensiva e installazione di macchinari sanitari. La nuova struttura avrà 14 posti letto, compresa una zona destinata alla terapia semintensiva, due sale operatorie di cui una ibrida (con possibilità di effettuare interventi radioguidati), una sala di sterilizzazione molto ampia che servirà tutta la casa di cura   ed un ambulatorio destinato alla attività riabilitativa.

La progettazione è durata tre anni ed ora i lavori devono seguire una rigida tabella di marcia che non ammette più modifiche. “E’ una grande soddisfazione per me e per i soci della casa di cura – spiega il presidente della “Santa Maria Maddalena”, prof. Franco Pellegrini – assumere questo importante impegno economico e tecnico che va a supporto di una linea già tracciata dai padri fondatori di un'azienda che, alla soglia di 70 anni di attività, ha ancora tanto da offrire alla comunità cui appartiene". “Vengono edificati circa 2000 mq distribuiti su quattro piani e le sale operatorie saranno dotate di schermi di realtà virtuale che consentono al chirurgo di monitorare molto più nitidamente l’intervento in corso. In prospettiva saranno i robot a costituire l’interfaccia tra chirurgo e paziente: questo consentirà un livello di precisione degli interventi che non ha precedenti – sottolinea Morello -  La casa di cura sta andando verso una specializzazione di nicchia: in questa prospettiva si collocano i contatti della direzione con le aziende produttrici di macchinari sanitari di ultima generazione e leader nel mondo”.

Continuano inoltre gli investimenti nel servizio di diagnostica per immagini guidato da Paolo Colamussi: la risonanza magnetica esistente è stata sostituita da un’apparecchiatura da 1 Tesla e ½ prodotta dalla Philips in modo tale che la casa di cura ha raddoppiato la produttività: se prima, con una risonanza a basso campo, erano necessari 45 minuti per effettuare un esame diagnostico, ora, con il nuovo apparecchio, è possibile dimezzare i tempi e aumentare la precisione. “I lavori di ampliamento – conclude Morello - sono iniziati ad agosto e dureranno 18 mesi. Tempistica che sarà rispettata perché la casa di cura ha stipulato contratti “blindati” con le ditte costruttrici che prevedono il termine dei lavori a dicembre 2020. L’ammontare dell’investimento è di 6 milioni di euro. La nuova costruzione avrà un grande impatto estetico perché di fatto sovrasterà gran parte della struttura preesistente, ma avrà anche un importante impatto economico: è prevista la creazione di 25 nuovi posti di lavoro”.

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