12 giugno 2018 - Rovigo, Cultura

RovigoBanca, 125 anni di storia

presentato il libro di Pier Luigi Bagatin sul Credito Cooperativo in Polesine

«Un’iniziativa editoriale che intende guardare al passato per aiutare a meglio affrontare le sfide del futuro» - così ha definito il presidente, Lorenzo Liviero, il libro che racconta i 125 anni di RovigoBanca, presentato nei giorni scorsi nella Sala degli Arazzi dell’Accademia dei Concordi di Rovigo. L’istituto di credito rodigino, a seguito della recente legge di riforma del sistema del Credito Cooperativo, affronta una fase inedita della sua storia ed evoluzione, è spiegato in una nota stampa. Ed è proprio in quest'ottica, di continua riscoperta delle dinamiche storiche ed economiche, che si è svolta la presentazione del volume “RovigoBanca – Un secolo e più di Credito Cooperativo in Polesine”, edito da “Antilia” e scritto da Pier Luigi Bagatin, profondo conoscitore di storia sociale e politica del Polesine.

A presentare l’iniziativa alla cittadinanza erano presenti, oltre all’autore, anche Lorenzo Liviero e Ruggero Lucin, rispettivamente presidente e direttore generale dell’istituto di credito rodigino.

L’opera, di notevole interesse culturale, approfondisce la storia delle Casse Rurali che hanno dato origine a RovigoBanca, ripercorrendo fino ai nostri giorni le tappe di un lungo percorso iniziato con la fondazione della prima cooperativa di credito della Diocesi di Adria-Rovigo, avvenuta il 26 giugno 1893 nella piccola frazione di Molinella (Lendinara) ad opera del parroco don Giuseppe Miorelli.

Le Casse Rurali sorsero con l’obiettivo di fornire i mezzi di riscatto alla povera gente, sotto forma di un accesso al credito diretto e trasparente, per liberarla dalla morsa dell’usura, dare speranza, includendo nei circuiti economici coloro che, da sempre, ne erano stati esclusi. E tutto questo non attraverso l’assistenza, ma attraverso il coinvolgimento e il protagonismo dei soggetti, fatto che, pur con gli opportuni adattamenti del tempo, si perpetua fino ad oggi.

È stato lo stesso autore con la sua accurata relazione a illustrarne le fasi salienti, contestualizzandole mirabilmente nel panorama sociale e politico del tempo, utilizzando un linguaggio semplice e un approccio scientifico sebbene mai troppo accademico.

Attraverso le vicende di uomini, luoghi e istituzioni, Bagatin ha scandagliato i fondali sociali ed economici nei quali si mossero i promotori di alcune antiche Casse Rurali polesane, tra miseria materiale, insicurezza e impossibilità di ottenere quel credito bancario che avrebbe consentito una pur modesta diffusione della piccola proprietà contadina.

Dopo aver evidenziato le figure personali di esponenti di rilievo del cattolicesimo polesano di fine ’800 (Sichirollo, Bonincontro, Lorenzoni, Buffetti, Soffiantini, Belloni…), l’autore ha raccontato dei drammatici periodi delle due guerre mondiali e di quello del fascismo, nel corso del quale le Casse Rurali subirono ingerenze e un notevole ridimensionamento. Bagatin ha poi descritto la vita di quelle piccole banche nella fase della ricostruzione post bellica, quando consentirono la nascita di molte piccole imprese non in grado di ottenere fiducia e credito da parte di banche più consolidate. Giungendo poi a parlare del processo di fusione tra le varie Banche di Credito Cooperativo che hanno poi generato RovigoBanca, fino a segnalare le principali novità introdotte dalla riforma Renzi.

Un caloroso applauso da parte del pubblico presente e una serie di interventi con lusinghieri giudizi sull’iniziativa della pubblicazione hanno fatto seguito alla relazione di Pier Luigi Bagatin.

Le conclusioni sono state tratte dal presidente, Lorenzo Liviero, che ha affermato: «Questo libro non è, quindi, un semplice viaggio nel passato, ma è soprattutto un monito ad affrontare le sfide future arricchiti dell’esperienza e dei valori di sempre. Con lo spirito della solidarietà, della collaborazione e della buona volontà, comune a tutti coloro che hanno fatto la storia di quella che oggi si chiama RovigoBanca, e che rappresenta un pezzo di storia del nostro territorio, patrimonio di tutti».

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