15 febbraio 2016 - Rovigo, Spettacoli

Sul palco del teatro Sociale arriva Pierfrancesco Favino

In scena con “Servo per due"

La Stagione di Prosa del Teatro Sociale di Rovigo, prosegue con un altro grande protagonista, Pierfrancesco Favino, che il 19 febbraio alle 21, sarà in scena con “Servo per due”. 

Depresso, senza soldi e.... affamato, Pippo vaga per la Rimini degli anni '30 in cerca di una soluzione ai suoi problemi. La trova in Rocco, ambiguo personaggio giunto in città per concludere un affare con Bartolo, padre della sua promessa sposa, la dolce e svampita Clarice. Pippo diventa così il servitore di Rocco ma, dato che la fame è sempre tanta, comincia a dispensare i suoi servigi anche ad un secondo padrone, Ludovico. I due ignorano l'esistenza l'uno dell'altro ma, in realtà, si conoscono molto bene e Pippo, servo ingordo e pasticcione, inizia presto a confondersi e a combinar guai. La vicenda si complica. Essere il servitore di due padroni è davvero difficile, tra missive scambiate, ricevute mangiate e bottiglie di vino consegnate per sbaglio! Una riflessione diversa su un classico del teatro, Servo per due (One man, two guvnors) nell’adattamento del commediografo inglese Richard Bean riproposto in questa versione italiana si presenta come una commedia comica, con attori che cadono dalle scale, che sbattono le porte, che fanno battute a doppio senso e interagiscono con il pubblico. La musica è parte integrante dello spettacolo e viene eseguita dal vivo dall’orchestra Musica da Ripostiglio che ha curato gli arrangiamenti delle più note canzoni dell’epoca. 

Il progetto
'Servo per Due' nasce dall’incontro tra l’attore Pierfrancesco Favino e Marco Balsamo; desiderio comune era quello di realizzare un classico rivisitato in chiave moderna cui partecipassero gli attori del Gruppo Danny Rose. Le sinergie aumentarono perché nel progetto fu coinvolta anche la Compagnia Gli Ipocriti che, partendo dallo stesso intento – la rivisitazione di un classico in chiave moderna – aveva preventivato di realizzare una nuova produzione. Si decise di mettere in scena “One Man, Two Guvnors” di Richard Bean tratto da Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni allestito al National Theatre di Londra dove stava riscuotendo un considerevole successo. Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli avrebbero curato la regia nonché la traduzione e l’adattamento del testo insieme a Marit Nissen e Simonetta Solder.
Nell’elaborazione del progetto, si decise di realizzare alcuni laboratori cui avrebbero partecipato tutti gli attori del Gruppo Danny Rose. Nell’aprile 2013, grazie alla disponibilità del Piccolo Jovinelli di Roma iniziarono i laboratori di Acrobatica con Massimiliano Dezi, Utilizzo della maschera con Fabio Mangolini, Il Clown nella commedia dell’arte con Leris Colombaioni, Canto corale con Gabriele Foschi; nei mesi di giugno e luglio seguirono quelli di Movimenti e gesti coreografici con Fabrizio Angelini e Analisi del testo a cura di Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli. Al termine dei laboratori si definì il cast complessivo formato da ventuno attori e quattro musicisti; con l’inizio effettivo delle prove (settembre 2013) furono formati i due gruppi, di tredici elementi ciascuno, che si sarebbero alternati nel corso delle recite ad esclusione di Pierfrancesco Favino, Bruno Armando, Gianluca Bazzoli, Ugo Dighero, Diego Ribon ed i quattro musicisti che avrebbero effettuato tutta la tournée.

La regia
Sono in treno da Trieste a Firenze, domani sera faremo spettacolo alla Pergola, forse il teatro all'italiana più bello del mondo. Un anno fa esatto eravamo alla Sala Uno. Uniti dalla voglia di fare qualcosa, di sognare, abbiamo messo in scena 29 spettacoli in due mesi. Marco Balsamo è stato il primo a captare che dietro quella voglia c'era un'energia inconsueta ed a crederci. Ci ha dato la possibilità di iniziare a progettare concretamente uno spettacolo, ci ha dato le strutture per poter lavorare e studiare come desideravamo, ci ha messo in contatto con Gli Ipocriti senza la cui fiducia ed entusiasmo niente di tutto questo sarebbe stato possibile.
Queste note non esisterebbero se non ci fossero stati questi incontri e il coraggio di rischiare in proprio avuto da queste persone. Si potrebbe parlare a lungo del lavoro, del percorso che abbiamo intrapreso per mettere in scena quanto vedrete ma credo che a farlo per noi debba essere lo spettacolo e, se non ci riesce, potete e dovete farcelo notare.
Quando esponiamo ciò che vorremmo costruire con il nostro gruppo ci sentiamo spesso rispondere con la parola Utopia. Noi preferiamo la parola Sogno o Progetto perché questi ultimi, con il lavoro e la passione sono per definizione realizzabili. Ora basta con le chiacchiere! Mettetevi comodi: "Ha inizio lo spettacolo!"

Pierfrancesco Favino

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