4 febbraio 2016 - Rovigo, Cronaca

Studenti al lavoro per il recupero dell'ex ospedale psichiatrico provinciale

38 gruppi di lavoro del corso di laurea in Architettura Costruzione Conservazione dell’università Iuav di Venezia

Un altro tassello va ad aggiungersi alla ricostruzione storica dell’ex opp, ospedale psichiatrico provinciale, con il lavoro svolto lo scorso anno accademico dai 129 studenti del laboratorio di Restauro del corso di laurea in Architettura Costruzione Conservazione dell’università Iuav di Venezia presentato a fine gennaio nella città lagunare.

Sotto l’esame dei 38 gruppi di ricerca, coordinati dalla docente Emanuela Sorbo, sono finiti, recuperando in Provincia gli atti sulla costruzione e gestione del complesso, progetti, tavole, documenti, capitolati, la storia dei padiglioni selezionati, le loro destinazioni, i libretti dei lavori, le liquidazioni ed i certificati di regolare esecuzione. 

Una montagna di atti per una lunghezza di 446 metri di carta dove hanno trovato spazio 129 taccuini, 38 progetti, 532 tavole, 140 documenti d’archivio, 10 capitolati speciali d’appalto che si incroceranno con i rilievi fotografici, le fonti e le conoscenze.

“Un luogo di memorie che condensa tutte le espressioni dell’architettura in cui il tempo è sospeso al 1997, anno della definitiva dismssione l’ex ospedale psichiatrico provinciale” osserva la docente Emanuela Sorbo, titolare del laboratorio di restauro dell’univesità veneziana.

“Le memorie immobili dei padiglioni, dei giardini, del verde; le memorie archivistiche delle cartelle cliniche, degli esiti degli esami, dei cartellini col nome dei pazienti; le memorie mobili degli arredi, dei letti, delle attrezzature e le memorie invisibili, l’esperienza dentro le mura, l’irracontabile del vissuto umano”.

Lo stesso giornale dell’università veneziana curato da Emanuela Sorbo, Leila Signorelli, Marco Chiuso ed Eva Rimondi ha dedicato integralmente l’ultimo numero alla ricerca, riportando nelle 12 pagine i lavori degli studenti, tavole, documenti e foto oltre all’intervento, fra gli altri di Cristina Tognon, del servizio archivio di Palazzo Celio.

La Provincia nel 2014 aveva aderito all’accordo di programma tra l'azienda Ulss 18, il Comune, il Wwf e Italia Nostra, per il recupero ed il riutilizzo dell'ex opp con “particolare attenzione” al parco. Proprietaria di una piccola parte del complesso si era impegnata a rendere disponibile e accessibile l’area propria e pubblicizzarne le iniziative organizzando, contestualmente, una giornata sul recupero del complesso con professionisti, tecnici e rappresentanti di enti e associazioni. Poi il protocollo d'intesa triennale col laboratorio di Restauro Architettonico dello Iuav di Venezia col quale è stato possibile scoprire e studiare documenti.

Si sta valutando ora la realizzazione di una pubblicazione che dia l’opportunità alla cittadinanza e ad un pubblico più vasto di prendere coscienza, attraverso le carte inedite, del lavoro svolto sull’ex opp, dagli studi di progetto sino alla realizzazione del complesso architettonico.

 

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