28 gennaio 2016 - Rovigo, Cronaca

Giorno della Memoria, "ricordare è capire gli errori"

A Palazzo Celio le iniziative per ricordare le vittime dell'Olocausto

Nella giornata della Memoria, istituita per ricordare le vittime dell’Olocausto, Palazzo Celio ha ospitato ieri mattina una serie di interventi “per non dimenticare”.

“Un popolo che non ha memoria – ha esordito il consigliere provinciale Antonio Bombonato citando anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – non comprende e s’incammina in una china pericolosa. Ricordare è capire gli errori”.

Per il vice sindaco di Rovigo Ezio Conchi “Siamo ospiti in questo pianeta ed è necessario il rispetto di tutti”.

Agli studenti del Viola, Roccati e Marco Polo si è rivolto in particolare il prefetto vicario Carmine Fruncillo raffrontando anche geograficamente la portata dello sterminio “l’equivalente delle popolazioni del Veneto e del Friuli”. “Coloro che non ricordano il loro passato – ha detto - sono costretti a riviverlo”. “Il ricordo – ha proseguito - non è solo un atto di pietà ma l’interrogarsi su quanto accuduto, sulle sofferenze patite, sul silenzio dei sopravissuti”.

Poi gli interventi del vescovo Lucio Soravito De Franceschi “il ricordo ci stimola a costruire il presente e futuro”, di Luigi Contegiacomo, direttore dell’archivio di Stato introducendo la presentazione del libro di  Maria Chiara Fabian ed Alberta Bezzan “…Siamo qui solo di passaggio. La persecuzione antiebraica in Polesine 1941-1945” che sarà poi approndita dall’autrice Fabian ed infine l’intervento del rabbino capo  della Comunità ebraica di Padova “Un punto fermo di un periodo dell’anno su cui fare una riflessione per un cammino migliorativo”.

Poi la consegna delle medaglie d’onore ai familiari di tre ex internati e deportati di Badia Polesine: Pietro Crivellente, ritirata dalla figlia Laura; Carisio Maniezzo ritirata dalla figlia Liliana e Dante Guerrino Tocchio ritirata dal figlio Giuliano.

Da Palazzo Celio è poi partito il corteo per la commemorazione al cimitero ebraico e alla lapide nell’ex ghetto degli ebrei di via X Luglio.

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