26 gennaio 2016 - Rovigo, Cronaca

Premio San Francesco, il riconoscimento a Luigi Puxeddu e ai Frati Cappuccini

La sala Oliva dell’Accademia dei Concordi ha fatto da cornice alla cerimonia di consegna

La sala Oliva dell’Accademia dei Concordi ha fatto da cornice alla cerimonia di consegna del Premio San Francesco Città di Rovigo 2015. Il riconoscimento è stato assegnato al violoncellista  Luigi Puxeddu e ai Frati Cappuccini.

Ai premiati è stata consegnata la tradizionale formella in terracotta raffigurante San Francesco, riproduzione di un’opera di Virgilio Milani.
Dopo gli onori di casa del presidente dell’Accademia dei Concordi, Enrico Zerbinati, che si è congratulato con i premiati, la parola è passata al sindaco Massimo Bergamin.
“L’emozione di oggi è la stessa che ho provato – ha detto il sindaco -, il giorno che mi sono riunito con la Commissione per valutare a chi assegnare il premio e guidato dal cuore ho pensato che uno doveva andare ai Frati Cappuccini. Una presenza costante per tutti i cittadini che tra le mura del loro convento possono trovare un ristoro della fede e dell’anima, ma dove anche ogni giorno viene dato un pasto caldo a chi ha bisogno. L’opera che i Frati Cappuccini svolgono è un valore che va oltre un premio, un valore aggiunto  per tutta la comunità ed è Rovigo che li ringrazia.  Sicuramente importante è anche l’impegno la passione, il sacrifico e lo studio con i quali il maestro Puxeddu ha portato avanti la sua professione, creando qualcosa di bello e di coinvolgente per la città che auspico possa diventare davvero la città del violoncello”.
In rappresentanza della Commissione è intervenuto Luigi Costato che ha sottolineato i meriti di entrambi i premiati.
La cerimonia, intervallata da letture e intermezzi musicali, è stata coordinata da Sergio Garbato che ha presentato i premiati, per i Frati Cappuccini ha ritirato il premio padre Albino Boscolo.

LUIGI PUXEDDU

"Che Rovigo sia diventata la patria di elezione del violoncello è ormai fuori di dubbio e questo lo si deve per molta parte anche a Luigi Puxeddu, che a questo strumento si è dedicato con passione e intelligenza fin dalla prima giovinezza. E come sensibile e virtuoso musicista di razza e di rango, che alterna lo strumento moderno con quello barocco, Luigi Puxeddu si è ben distinto negli anni, sia come vincitore di concorsi e rassegne nazionali e internazionali, sia come primo violoncello di importanti orchestre e formazioni cameristiche (a  lui si deve, fra l’altro, la fondazione dei Virtuosi della Rotonda). E dalla sua straordinaria presenza solistica fanno fede numerose e apprezzabili incisioni discografiche, non ultima la registrazione delle inedite Sonate di Boccherini.
Con lo stesso fervore e un intenso impegno, Luigi Puxeddu si è dedicato all’insegnamento, diventando presto un docente ricercato e amato dai suoi allievi. Ma la sua devozione al violoncello e alla musica lo hanno indotto a una attività organizzativa inesausta ed efficace che si è tradotta in autorevoli stagioni concertistiche e festival che sono sfociati in quello straordinario trionfo del suo strumento che va sotto il nome di Rovigo Cello City, che in due anni di attività ha già attirato interpreti di prima grandezza, schiere di giovani e foltissima presenza di pubblico".

I FRATI CAPPUCCINI

"Quattro alberi frondosi e una ripida rampa dissimulano la bella chiesa dalla facciata in cotto e il convento dei frati Cappuccini, meta di passeggiate piacevoli e di spontanee devozioni. L’arrivo stabile a Rovigo di una “famiglia” di Cappuccini risale alla seconda metà del Cinquecento e fin da subito si registrò una profonda consonanza tra la popolazione e i frati che avevano potuto edificare la loro chiesa e il loro primo convento intitolato all’Arcangelo s. Michele con gli aiuti degli stessi fedeli. La presenza e il passaggio per la questua dei frati dalla lunga barba e dalla semplice dottrina erano occasione di letizia. E, dopo lunghe e complesse vicissitudini storiche che avevano coinvolto i Cappuccini di Rovigo, negli anni Ottanta dell’Ottocento, quei frati cocciuti erano riusciti, grazie anche a miracolose e anonime donazioni, a tirar su, fra il 1887 e il 1892, la loro nuova casa che è anche quella odierna. Ecco, da allora, un andirivieni di frati coi piedi scalzi e di gente malmessa che riceve un piatto di minestra e anche qualcosa da vestire, che garantiscono la sopravvivenza di chi è condannato alla povertà e all’indigenza. L’attribuzione del premio ai Cappuccini non vuole solamente esprimere la riconoscenza dei rodigini a un autentico apostolato di carità resta, ma assume anche il valore di un ritorno alla figura di san Francesco, copatrono della città che in lui ravvisa un autentico retaggio storico che dalle origini medievali allunga la sua ombra sulla nostra contemporaneità".

 

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