12 gennaio 2016 - Rovigo, Cronaca

Un anno di lavoro per la Polizia Provinciale

Il bilancio sull'attività svolta dagli agenti di Palazzo Celio

“Il futuro della Polizia Provinciale non sappiamo ancora quale sarà. Di certo però tutte le forze devono concentrarsi per dare un futuro all’ambiente, così come tutte le associazioni devono spingere nello stesso senso”. Con queste parole il presidente della Provincia Marco Trombini ha commentato il bilancio dell'attività svolta durante l'anno passato dalla Polizia Provinciale. 

Con un organico di 11 agenti per 3637 cacciatori, tanti quelli che hanno rinnovato la licenza per questa stagione, e oltre 5 mila chilometri di corsi d’acqua “la provincia rimane a rischio bracconaggio”.

Nelle zone lagunari vallive dove vengono utilizzati anche armi, munizioni o richiami vietati vi è la maggior parte dei servizi, anche con natanti, ripartita, per quanto possibile, privilegiando le oasi, le zone di ripopolamento e cattura della selvaggina, le zone di rispetto, di protezione speciale e l’area del Parco, ove sussiste il divieto di caccia.

Ad oggi sono stati effettuati circa 200 servizi di vigilanza e 20 i controlli all’interno delle aziende faunistico venatorie che “a norma di legge hanno ricordato il dirigente dell’area Vanni Bellonzi ed il comandante Monica Attolini – non sono a scopo di lucro e con l’obbligo di annotate le persone che quotidianamente sono presenti”.

Sono 27 poi i verbali redatti: 8 nell’alto, 15 nel medio, 10 nel basso Polesine e 4 in aziende faunistico venatorie; 19 i capi sequestrati, 236 le cartucce, introitati 5.089,40 euro “nonostante i pochi mezzi, uomini, risorse e auto con una percorrenza media di 350 mila chilometri”.

Sul fronte giudiziario all’autorità sono stati segnalati dalla Polizia Provinciale, rappresentata in conferenza da Andrea Boschetti, 8 cacciatori, fra cui 3 polesani, sequestrati 5 fucili, 3 richiami, 53 capi di selvaggina ed una tagliola. Sul fronte delle operazioni con altri corpi: 7 i verbali svolti dalle 17 guardie volontarie; 11 dal Corpo Forestale dello Stato ed uno dai Carabinieri.

“Da parte nostra – ha chiuso il presidente della Provincia – stiamo lavorando anche per un approccio diverso sia alla caccia che alla pesca, come occasioni di conoscenza del territorio, di valorizzazione, di turismo”.

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