11 gennaio 2016 - Rovigo, Spettacoli

Al via la stagione di prosa del Teatro Sociale

Il 13 gennaio lo spettacolo di Natalino Balasso

Al via la stagione di Prosa del Teatro Sociale di Rovigo. Mercoledì 13 gennaio alle 21, Natalino Balasso sarà protagonista del primo appuntamento di un progetto che, per la prima volta vede uniti Comune di Rovigo-Teatro Sociale, Teatro Stabile del Veneto- Teatro Nazionale e Arteven – Circuito Regionale Multidisciplinare, con la partnership della Fondazione Banca del Monte di Rovigo. Polesano di origine, autore e attore di teatro, cinema, radio e televisione, Balasso sarà sul palco del Sociale con “La Cativissima – epopea di Toni Sartana” .

"La Cativìssima (Epopea di Toni Sartana) – scrive Balasso - è la prima commedia di un progetto di trilogia che ho preparato per il Teatro Stabile del Veneto. L'idea è quella di creare l'epopea di un personaggio surreale e fuori dagli schemi, Toni Sartana, appunto, il quale non ha mezzi termini, non ha remore morali, è totalmente ignaro di ciò che significa correttezza. Toni Sartana tradisce chiunque pur di raggiungere il suo scopo e il suo scopo si direbbe sconosciuto a lui stesso. Vuole possedere per il semplice gusto del possesso. Per lui le persone, dalla più prossima alla più sconosciuta, sono solo strumenti. Le commedie sono scritte in italiano, ma alcuni personaggi usano un linguaggio che, seppur italiano, è intriso di venetismi e pronunce locali e giungono a creare una di quelle che Pasolini chiamava "le tante lingue dell'italiano". In questa prima commedia assistiamo alla resistibile ascesa di Toni Sartana, da semplice sindaco di un piccolo paese di campagna, fino ai vertici del suo partito, in seno al quale tradirà anche gli amici più fidati pur di diventare la massima carica della Regione Serenissima: Asessore ai Schei. Ma questo non gli basterà, vorrà giungere a conquistare anche la confinante Regione Giulia all'inseguimento del Potere fine a se stesso. 
In questo clima da fanta-politica, in un tempo non definito, che potrebbe essere il futuro, Toni Sartana riluce come una sorta di Ubu veneto; fa ruotare gli eventi attorno a sè, istigato da una moglie, la signora Lea, che, come una moderna lady Macbeth, è forse più crudele di lui.
Tutto questo, com'è prevedibile, porterà ad una rovinosa caduta ma, come Ubu, Sartana ha la consistenza dei pupazzi di gomma, non si fa mai male, casca sempre in piedi. Egli è salvato dalla sua stessa inconsapevolezza.

Posso impegnarmi a dire che questa sarà una commedia molto divertente, intrisa di una comicità che non ritengo spocchioso definire tipicamente mia, mista a tratti di amaro e ineluttabile. Ho voluto curare anche la regia di questa commedia perché, per una volta, credo di avere identificato un percorso che somiglia molto a quello che cerco che sia il mio teatro: popolare innanzitutto, perché sono dell'idea che se vogliamo che a teatro ci vadano tutti dobbiamo anche riuscire a parlare a tutti, ma cercando di non essere mai scontato”.

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