23 agosto 2014 - Rovigo, Cronaca, Politica

Discarica di Bergantino: la comunità non la vuole

Rovigo - “Questa discarica non s'ha da fare. E nessuno la vuole, per questo siamo sicuri che tutte le forze politiche accoglieranno l'invito che lanciamo a fare fronte comune contro questa opera altamente impattante e non necessaria”. E' questo l'infuocato messaggio lanciato dalla sede del Pd provinciale dove ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa sul tema della richiesta del nuovo insediamento industriale finalizzato alla gestione e trattamento di rifiuti non pericolosi ed amianto in zona Torretta a Bergantino alla quale hanno partecipato l'onorevole Diego Crivellari, il consigliere regionale Graziano Azzalin e i due esponenti della lista “Assieme” di Bergantino, il capogruppo in consiglio comunale Luca Lugaresi ed Irene Prandi.

Proprio Lugaresi ha esposto la genesi della vicenda: “Il 7 agosto compare sulla stampa l'avviso di presentazione istanza di procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per una discarica di rifiuti non pericolosi e rifiuti contenenti amianto ed un connesso impianto di trattamento in località Bergantino, da parte di una fantomatica ditta 'Bergantino srl' con sede a Treviso, che ha lo stesso giorno presentato una domanda anche al Comune. Immediatamente siamo partiti con i volantinaggi ed è è stato convocato un consiglio comunale straordinario il 13 agosto nel quale è stata chiara la contrarietà del paese, con circa trecento persone ad assistere alla seduta, cosa mai vista a Bergantino. Immediatamente abbiamo cercato i modi per opporci al progetto e la prima cosa è stata un vizio di forma proprio nell'avviso a mezzo stampa, prontamente segnalato alla Regione. Questo dovrebbe costringere la ditta ad una nuova pubblicazione, facendo ripartire il tempo per la presentazione delle istanze. Il 27 si sarebbe dovuta tenere la presentazione pubblica del progetto, ma ad oggi non vi è più stata alcuna notizia. Nel frattempo, sta nascendo un comitato, interessando anche i comuni limitrofi di Melara, Castelnovo Bariano, quelli mantovani di Borgofranco sul Po e Carbonara di Po e quelli veronesi di Cerea e Legnago. Questo territorio, dove già insiste la discarica di Torretta, ha già dato, ora speriamo che la risposta possa essere più ampia, trasversale e ferma come fu per Pincara”.

“Questo progetto altamente impattante – ha sottolineato Azzalin – provocherebbe una ulteriore pressione ambientale in una zona già sottoposta in passato ed anche al giorno d'oggi, ad un forte stress: si tratterebbe di una superficie di 17,5 ettari per un totale di un milione di metri cubi di rifiuti, 314mila non pericolosi e 676mila contenenti amianto con un ciclo di vita previsto di 12 anni, quindi con un transito giornaliero di svariate tonnellate di rifiuti. Un maximpianto di un'altezza superiore ai 17 metri sul piano campagna, che cozza con quanto previsto nel piano d'area delle Grandi valli veronesi, oltre che sulla progettualità legata al Po: è inutile ipotizzare percorsi di visitazione e piste ciclabili lungo il fiume se poi di questo non si ha nessun rispetto e non viene esso stesso per primo preservato e valorizzato. Per questo credo che tutti, politica, istituzioni e cittadini, raccoglieranno l'invito a costituire un fronte comune contro questa discarica di amianto. ”.

Secondo il consigliere regionale, fra l'altro, “è più che sospetta anche la tempistica dell'avvio dell'iter, tutto condensato nel mese di agosto. Fortunatamente i vizi di forma e di sostanza dell'avviso a mezzo stampa, non veritiero, dovrebbe far ripartire da zero l'iter. Come abbiamo fatto con Pincara, chiederemo una moratoria e, fra l'altro, attenderemo giudizio, obbligatorio anche se non vincolante, da parte della Provincia nel quale devono essere verificati i criteri di indispensabilità e di prossimità. Sulla prossimità si può dire che già esistono impianti simili a poca distanza e, anche sull'indispensabilità ci sarebbe molto da dire, considerato che la nostra Regione importa rifiuti contenenti amianto. Nei prossimi giorni presenterò proprio un'interrogazione per far luce su questi aspetti. E' chiaro, comunque, che questa di Bergantino è chiaramente un'operazione di mera speculazione e come tale va considerata. In questo serve un forte richiamo alla Regione: una simile istanza può essere di fatto legittimamente presentata perché ancora non è stato adottato il Piano regionale dei rifiuti. Ancora una volta assistiamo, così come è per il Ptcrc, Piano energetico e le stesse schede di dotazione territoriale del Piano socio-sanitario, a gravi carenze di questa amministrazione Zaia che, a causa di una maggioranza divisa e litigiosa non governa in quanto non adempie al suo compito primario che è quello della pianificazione e della programmazione”.

Da parte dell'onorevole Crivellari è arrivata la promessa di “una mobilitazione a livello parlamentare insieme ai colleghi veronesi e mantovani, perché questa non è una battaglia localistica, visto anche che stiamo parlando di azioni altamente impattanti dal punto di vista ambientale su un territorio incastonato fra tre province e due regioni. E' positivo che stia già nascendo un autonomo comitato, sintomo di un risveglio della cittadinanza, ma questo non deve coprire le eventuali lacune o responsabilità che ci sono state a livello amministrativo, sia comunale che regionale”.

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