19 agosto 2014 - Rovigo, Politica, Sanità

Sanità Rovigo: 1 anno di attesa per una visita

Rovigo - Brusco Guglielmo, Assessore Provinciale di Rovigo alla Salute lancia un allarme sulle lista d'attesa e le visite nell'ambito della sanità pubblica nel rodigino.
"Dopo aver verificato personalmente l’assurdità sanitaria ed economica del non uso, al San Luca di Trecenta,  di una camera attrezzata per esami endoscopici (a fronte di quasi 2.000 esami endoscopici dati da gestire alle Case di Cura Private!), ho ricevuto un’altra segnalazione molto difficile da capire e che mi fa porre la seguente domanda: quale logica sanitaria ed economica, può star dietro a questo tipo di organizzazione? - chide l'assessore in una nota alla stampa - Una signora altopolesana, con impegnativa del proprio medico di fiducia, ha chiesto a metà giugno di quest’anno,  una visita osteoarticolare perché affetta da alcuni problemi che peggiorano la qualità della sua  vita e ha ottenuto regolare appuntamento. Il giorno nel quale è stato fissato l’appuntamento, è il 7 agosto…del 2015.
A questo punto la signora che non può aspettare più di un anno per avere risposta a suoi problemi di salute, ha lasciato il servizio pubblico ed a pagamento è andata a prenotare la visita, prevista il 2 settembre 2014 (quasi un anno prima del pubblico), in una struttura privata, che naturalmente ringrazierà per questa cliente che arriva grazie a certe  lunghissime liste d’attesa del servizio pubblico.
Ma non è una vergogna tutto questo, non solo dal punto di vista morale, ma anche economico? E’ logico o non capisco niente io, perdere la propria utenza perché con il poco personale a disposizione, con un ambulatorio osteoarticolare per l’Alto Polesine limitato a 6 ore la settimana (secondo il sito ULSS 18, il venerdì dalle 8 alle 14), non si riesce a far fronte ai bisogni della gente?
E che dire dell’esame per l’Osteoporosi, che al San Luca di Trecenta si fa, salvo libera professione,  per qualche ora,  un solo giorno la settimana?
E che dire delle spese suppletive che devono sopportare i cittadini, che dopo aver pagato regolarmente le tasse, devono  ancora sborsare soldi che, con altra organizzazione pubblica, potrebbero tranquillamente risparmiare?"

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