24 marzo 2014 - Rovigo, Cronaca, Sanità

Polesine in acque torbide

Rovigo - Dello studio di fattibilità per immettere a Castagnaro le acque del Fratta nell’Adige e preservare alcuni comuni della bassapadovana dalle esondazioni se ne è parlato questa mattina a Palazzo Celio in un incontro promosso dall’assessore all’Ambiente Giuliana Gulmanelli con i sindaci dei Comuni di Badia Polesine, Lendinara, Lusia, Castelbaldo, Masi e con Polesine Acque, Regione Veneto, consorzi di bonifica, autorità di bacino e Arpav.

Problema idrogeologico da una parte e qualità delle acque e salute pubblica dall’altra si sono confrontati “per la prima volta in Polesine, su sollecitazione del sindaco Fantato di Badia” come ha ricordato l’assessore di Palazzo Celio.

“Nell’Adige – ha proseguito la Gulmanelli - ci sono punti di prelievo per la depurazione delle acque e per l’irrigazione dei campi e stando alle analisi la qualità del Fratta non è molto buona e se l’idea è di andare avanti su questo fronte si aprirebbero aspetti sanitari”.

Il problema sarebbe il letto del fiume “inquinato dai sedimenti provenienti dalle concerie” in pratica “inquinamento chimico con presenza di cromo esavalente”.

Lo studio, la cui realizzazione delle opere avrebbe un costo attorno ai 20 milioni di euro, aveva ipotizzato 3 soluzioni ed esclusi aumento portata di deflusso vero il mare e bacini scolanti, restava la diversione del Fratta nell’Adige in determinati periodi dell’anno, piene, “ottimale” per il sindaco di Piacenza d’Adige. “E’ dal 2010 – ha detto – che siamo esondati dal Fratta-Gorzone e con l’aiuto di paratire passerebbero in Adige solo quelle superficiali mentre sul fronte sanitario sarebbe attivata una verifica delle analisi delle acque per capire il grado di inqinamento”.

Le “tante” preoccupazioni sono state espresse dal sindaco di Badia Fantato ”dove dovrebbe verificarsi lo sversamento – ha detto - si diramano altri tre corsi d’acqua che irrigano oltre 60 mila ettari”. “E se ci sarà lo sversamento, che un’autorità assicuri che non ci sono rischi oltre a garanzie totali”.

“Come Provincia – ha concluso l’assessore Giuliana Gulmanelli non abbiamo competenze tecniche, sono della Regione e dell’autorità di bacino, è auspicabile però che lo studio di fattibilità sia reso pubblico”.

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