17 giugno 2013 - Rovigo, Cronaca, Società

Cosa sognano gli "over 60" di Occhiobello

Rovigo - Il Comune di Occhiobello ha presentato i risultati di uno studio condotto sulla qualità della vita dei cittadini ultra sessantenni.

Il risultato dell’indagine promossa dal comune e dalla consulta anziani ed elaborata dall’ufficio associato di statistica della Provincia, ha reso esplicite le caratteristiche delle principali necessità da cui potere elaborare elementi utili per la programmazione di azioni rivolte a una parte della popolazione.

I questionari raccolti sono stati 333, quelli validi 288, i restanti 45 sono stati restituiti non compilati (per rifiuto o irreperibilità). Tra le principali tematiche, la situazione economica, il livello di autosufficienza, le necessità e i fattori di socializzazione.

Il 57,6% degli intervistati ha valutato la propria situazione economica sufficiente, il 18,4% insufficiente e solo l’8,6% buona. Il 70,3% si definisce autosufficiente, mentre l’incidenza delle persone che si ritengono non autosufficienti o parzialmente autosufficienti (cioè il restante 29,7%), aumenta al crescere dell’età passando dal 14,4% della classe 65-74 al 70,8% della classe 85 e oltre.

L’età, quindi, influisce sul livello di autonomia delle persone. Il 55% risponde di non avere bisogno di aiuto, l’altro 45%, disponendo di più opzioni di risposta, sceglie le pulizie nell’abitazione nel 25%, gli spostamenti fuori casa nel 14,7%, la spesa nel 14,3% e le pulizie personali nel 10,4%.

Nel questionario è stata posta una domanda relativa al ricorso alle prestazioni a domicilio di carattere medico (iniezioni, medicazioni, ecc), il 40% delle risposte è stato positivo. È maggiore la percentuale di ricorso a servizi a pagamento tra chi vive solo rispetto a chi coabita (55% contro 49,3%). Un ultimo quesito ha riguardato la scelta preferibile in caso di problemi legati alla non autosufficienza: la prima opzione è assistenza a domicilio e/o badante (indicata dal 57,4% dei casi), ospitalità presso familiari (19,7%), casa di riposo (13,7%), centro diurno (9,2%).

Il 90,1% ritiene sia importante la presenza di un centro anziani, tuttavia, il 59% non vi partecipa, il 28% lo fa saltuariamente e solo il 10,1% è più attivo.

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