6 febbraio 2013 - Rovigo, Agenda, Cultura, Politica

Il Giorno del Ricordo in Polesine

Rovigo -  Sabato sarà il decimo anniversario del "Giorno del Ricordo" per rifletttere e rafforzare la memoria condivisa. Istituito formalmente dal 2004 con Legge n. 32 votata dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in ricordo del “10 febbraio 1947”, data che fa riferimento alla firma del Trattato di pace di Parigi con il quale all’Italia fu imposto di cedere alla Jugoslavia parte del territorio nazionale dando così inizio all’ultimo e definitivo esodo dei nostri connazionali di Istria, Fiume e Dalmazia. 
La commemorazione serve a mantener viva la memoria della tragedia degli italiani e delle vittime delle foibe, dell'esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.

A Rovigo le celebrazioni per l'anniversario si terranno nel salono d’onore di Palazzo Venezze sabato prossimo, poiché la data ufficiale del 10 febbraio coincide pure con la scomparsa nel campo di concentramento di Dachau del giovane questore Giovanni Palatucci, ricordato per aver salvato dalla deportazione migliaia di ebrei durante la Seconda Guerra mondiale.

Ieri mattina a Palazzo Celio, sede della Provincia di Rovigo, durante la presentazione delle iniziative la presidente Tiziana Virgili ha consegnato a Flavio Ambroglini presidente del comitato Palatucci la medaglia che il Capo dello Stato ha voluto destinare, “quale suo premio di rappresentanza, alla commemorazione del beato Giovanni Palatucci”.

Sabato s’inizia proprio da Largo Palatucci in Commenda alle 9,00 con la deposizione di una corona d’alloro per passare poi al conservatorio cittadino.

Dopo i saluti di Flavio Ambroglini, presidente comitato Palatucci di Rovigo, Bruno Piva sindaco, Rosario Eugenio Russo questore e Tiziana Virgili presidente della Provincia, l’inno di Mameli a cura del gruppo Rodigium Wind Quintet ed alle 10 “uccisi per mancanza di Patria o di patria carità” da parte di Lorenzo Maggi, delegato dell’associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia a cui faranno seguito alcune testimonianze di esuli. Alle 10,45 Leonardo Raito, assessore provinciale e docente di di Storia all’univesità di Ferrara “La figura di Giovanni Palatucci tra guerra, violenza e dopoguerra”.

Alle 11 lettura del messaggio del rabbino capo di Padova Aharon Locci da parte di Paolo Avezzù ed alle 11,20 premiazione degli elaborati del concorso riservato agli studenti delle superiori.

Le iniziative sarannpo tante, e non si terranno solo sabato. Le celebrazioni sono infatti partire ieri e proseguiranno fino al 19 febbraio.

Oggi prosegue con il Ricordo Point allestito al salone Mazzucato di Corso del Popolo e nell’aula magna del liceo Celio.

Domani, giovedì 7, alle 17,30 intervista su Radio Kolbe a Maria Schittarelich, esule zaratina condotta da Roberto Giannese;

venerdì 8 alle 10 al Cotogni di Castelmassa proiezione dei filmati “Pola addio” e “1921: l’esodo ignorato. Il dramma degli italiani di Dalmazia” con Lorenzo Maggi.

Sempre venerdì 8 in sala Agostiniani di Adria testimonianze di esuli e presso il teatro di Occhiobello con lo spettacolo di Saverio La Ruina "italianesi" (vedi articolo);

sabato 9 al Marchesini minuto di silenzio per ricordare le vittime ed approfondimenti in classe; ad Adria alle 9,15 in via Bocchi deposizione corona, 9,45 auditorium Saccenti presentazione per le scuole del libro “L’Ozna – terrore del popolo” che sarà ripetuta alle 16,30 al teatro Ferrini.

Domenica alle 10 a Rovigo messa alla Rotonda ed incontro alla Gran Guardia. Venerdì 15 alle 21 a Canaro il film “Pola addio” ed intervento di Lorenzo Maggi “Gli italiani di Istria e Dalmazia”.

Si chiude il 19 al Roccati con le classi quinte incontrare alcuni testimoni degli avvenimenti che hanno coinvolto i territori istrani del primo dopoguerra.
Molte iniziative si terranno presso le scuole polesane su richiesta e suggerimento dell’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro, in una lettera inviata nei giorni scorsi a tutti i dirigenti scolastici del  Veneto:

“Invito le scuole del Veneto a promuovere momenti di riflessione, approfondimenti ed iniziative finalizzate ad accrescere una conoscenza della storia nazionale che contribuisca a rafforzare una memoria condivisa e non più condizionata da contrapposizioni di parte e auspico quindi che non accada quanto segnalato in alcuni episodi negli anni scorsi, purtroppo all’interno di alcuni istituti, con strumentalizzazioni ideologiche che sono arrivate addirittura a negare quanto accaduto o a giustificarne la disumanità in interpretazioni storiche e politiche quanto meno forzate. Esistono ancora dei testimoni viventi di quella brutalità a cui dare voce”.


 

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