23 novembre 2012 - Rovigo, Cronaca, Società

Informazione e cultura contro la violenza sulle donne

Rovigo - Oggi, venerdì 23 novembre, appuntamento con "La giornata internazionale eliminazione violenza sulle donne" attraverso una maratona di idee e proposte promossa dall’Assessorato e Commissione provinciale pari opportunità e Consigliera di parità di Rovigo.

Il programma prevede al mattino presso il Liceo Scientifico “P. Paleocapa” di Rovigo, dalle ore 9,15 alle 12,15, alla presenza dei rappresentanti delle Istituzioni, Marina Bacciconi docente dell'Università degli Studi di Verona, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Violenza Domestica, presenterà il volume “Famiglia, Violenza e Pari Opportunità viste con gli occhi di bimbi e adolescenti”, e alcuni studenti proporranno idee per il contrasto alla violenza contro le donne.

Saranno presenti i rappresentanti istituzionali delle Forze dell'Ordine e la dott. Angela Barbaglio Procuratore aggiunto presso la Procura della repubblica del Tribunale di Verona. All’incontro parteciperanno studenti, aoltre che del Liceo Scientifico, dell’Itc “De Amicis, Itis, Ustituto d'Arte “Munari” di Castelmassa, Istituto Tecnico per Geometri “Bernini”, Assistedil ed Enaip.

Nel pomeriggio dalle ore 15,30 alle 18, 30 si riunirà il Tavolo provinciale Pari Opportunità con la presentazione da parte di Comuni e Associazioni di progetti per il contrasto alla violenza contro le donne. Infine alla sera, all’Auditorium del Conservatorio Statale di Musica “F.Venezze” di Rovigo, alle ore 21,00 all’auditorium del conservatorio Venezze con lo spettacolo "Malamorenò - Storie vissute e testimonianze di donne maltrattate", storie vissute e testimonianze di donne maltrattate, con protagonista Nicoletta Maragno.

Malamorenò è il racconto di storie vere, vissute: di donne che fanno sentire la loro voce, testimoniando come la violenza abbia tante facce: da quella subita tra le mura di casa, a quella psicologica di chi ti piega al suo volere, a quella infine assodata e accettata come fatto culturale.

E’ un modo per rompere il silenzio, per guardare il problema direttamente con gli occhi di chi l’ha vissuto sulla propria pelle, per infrangere i muri di omertà che spesso diventano prigioni, per fare emergere quella sorta di terra di nessuno, in cui si è prive di qualunque riferimento alternativo.

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