13 novembre 2012 - Rovigo, Cronaca, Società

61 anni dall'alluvione in Polesine

Rovigo - Sono trascorsi sessantuno anni ma la ferita in Polesine è ancora aperta.

Era il 14 novembre del 1951 quando in provincia di Rovigo si consumò la più grande alluvione che l'Italia abbia mai subito in epoca contemporanea e che seguì di pochi giorni quella altrettanto tragica della Calabria (quasi 100 morti).
Dopo due settimane di piogge molto intense e senza soluzione di continuità sulla pianura padana il Po, a causa dell'aumento della sua portata causata dall affluenti alpini ed appenninici, subì un'onda di piena che si incrementava contiunamente.

L'onda del grande fiume passò senza creare grossi danni nel mantovano (grazie alla prevenzione e a tempestive opere di contenimento) il 13 novembre, ma tra Ferrara e Rovigo avvenne il disastro.

Alle ore 19.45 del 14 novembre l'argine maestro del fiume Po ruppe a Vallice di Paviole a Canaro ed in meno di mezz'ora ruppe prima a Bosco e poi a Malcantone di Occhiobello.

Le tre bocche di rotta avevano la dimensione finale 736 mt totali (220 m Vallice di Paviole, 204 m quella di Bosco e 312 m quella di Malcantone).
Quasi 10. 000 m/3/s invasero centomila ettari del Polesine, ovvero quasi i 2/3 del suo intero territorio.
La mancata attuazione di misure urgenti per limitare i danni quali azioni idraulicamente valide ed il ritardo dei soccorsi fecero il resto.
Quasi 100 persone morirono, 84 nel solo "camion della morte" di Frassinelle, con danni irreparabili e 200 mila profughi costretti ad abbandonare le proprie abitazioni ed i propri campi.

Molti di loro non fecero più ritorno in Polesine.

A 61 anni di distanza da quelle tragiche giornate il Comune di Occhiobello ha organizzato due momenti per ricordare le vittime dell’alluvione.
Mercoledì 14 novembre alle 10, alla presenza del sindaco Chiarioni e dell’amministrazione comunale, sarà deposta una corona nel parco della rotta dove il Po ruppe nel 1951 e dove si trova un cippo posto alla memoria di quanti furono trascinati via dalla forza dell’acqua.

Qualora le condizioni meteorologiche non lo permettessero, la cerimonia si svolgerà in piazza Matteotti di fronte alla targa marmorea, affissa all’esterno della sede municipale, in ricordo dei barcaioli di San Benedetto.Nel pomeriggio, alle 17, verrà celebrata una messa nella chiesa di Occhiobello.

 

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