26 ottobre 2012 - Rovigo, Cronaca, Sport

Il defibrillatore avrebbe salvato Bovolenta?

Rovigo - Trascorsi poco più di sette mesi dalla morte del pallavolista Vigor Bovolenta, ma la sua famiglia non si arrende.

Federica Lisi, moglie del campione spentosi a trentasette anni a Macerata, assieme ai suoi consulenti sta continuando a studiare e valutare la perizia dell'autopsia pubblicata un mese fa (vedi articolo).

Secondo la Procura di Macerata ad uccidere Bovolenta sarebbe stata una "trombosi dell'arteria coronarica discendente destra, divenuta fibrillazione", probabilmente procurata o da un'aritmia congenita dovuta o da una malattia arteriosclerotica precoce.

Uno dei dubbi dei consulenti della Lisi è questo: il malore che colpì Vigor il 24 marzo scorso sul parquet del palasport di Macerata forse non sarebbe stato fatale se ci fosse stato in campo un defibrillatore, presente solo sull'autoambulanza che si trovava all'esterno del Palasport.

La moglie del campione polesano, che sta crescendo quattro figli e tra pochi giorni partorirà il quinto, starebbe valutando di citare in giudizio chi gestisce la struttura di Fontescodella sull'eventuale obbligo di dotare le strutture pubbliche di defibrillatore.

Attualmente la struttura sportiva è gestita dal Comune di Macerata, anche se è concessa in uso all'Associazione Sportiva Lube Volley, senza nessuna convenzione firmata.

Sia i portavoce della Lube che quelli dell'amministrazione comunale di Macerata sostengono che all'epoca dei fatti (sabato 24/03/2012, giorno della partita Lube-Forlì) non c'era l'obbligo di fornire alle strutture sportive un defibrillatore.

Si attende che la perizia della Procura venga depositata, poi l'avvocato Alessia Diorio, legale di Federica Lisi, confrontandosi con il dott. Alessandro Mattioli, medico legale consulente della famiglia, farà tutte le valutazioni e deciderà se avviare un'azione legale chiedendo un risarcimento dei danni.

La fibrillazione ventricolare in Italia è causa rilevante di decessi e attualmente la defibrillazione precoce rappresenta il sistema più efficace per garantire le maggiori percentuali di sopravvivenza.

Unica condizione è che venga applicata in tempi utili.

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