21 agosto 2012 - Rovigo, Cultura

17 immobili lungo il grande fiume per la Protezione Civile

Rovigo - Continua l'adeguamento delle cittadine polesane alle necessità legate all'emergenza, secondo le norme della Protezione Civile.

Da magazzino idaulico a possibile sede dei gruppi comunali di Protezione Civile. E’ quanto è previsto dal protocollo d’intesa firmato tra l'Aipo (l’agenzia interregionale per il fiume Po), la Provincia ed i Comuni ed approvato dalla giunta di Palazzo Celio alla fine di luglio.

Lungo l’asta fluviale polesana sono stati individuati 17 immobili connessi ai servizi di piena, “che da sempre rappresentano un presidio idraulico per il territorio” e che ora rischiano di non essere utilizzati.

“La Protezione Civile provinciale – ricorda l’assessore Caludio Bellan - punta su un modello che valorizzi gli enti locali e i gruppi di volontariato attraverso azioni codificate e omogenee, e le possibilità d’impiego di questi immobili è un ulteriore passo”.

Saranno ora i comuni a dover manifestare l’interesse, verificando lo stato degli immobili con i tecnici di Aipo e definire modalità di utilizzo e importi spettanti a ciascun ente. “Tali sedi – ha proseguito Bellan - andranno ad integrare la rete della Protezione Civile provinciale per le attività di monitoraggio ed eventuale intervento da parte delle squadre operative volontarie, in caso di rischio idraulico”.

Gli immobili che non saranno utilizzati per scopi di protezione civile o non più funzionali all’Agenzia interregionale per il fiume Po, torneranno al demanio. Questa la mappa degli immobili individuati: uno ad Adria, Ariano, Bergantino, Castelmassa, Ficarolo, Loreo, Polesella, Stienta, Taglio di Po e Villanova Marchesana, 2 a Corbola e Porto Tolle, 3 a Occhiobello.

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