In carcere i rapinatori delle massaggiatrici

Si fingevano agenti di polizia locale
Immagine di repertorio
13 Agosto 2012 |  Rovigo | Cronaca |

Rovigo – Venerdì 10 agosto tre uomini si erano introdotti nell'abitazione di una massaggiatrice cubana in centro città a Rovigo. I tre, mostrando alla ragazza dei tesserini fasulli avevano fatto irruzione nell'appartamento, spiegando di essere in servizio per controlli per possesso di droga ed armi.

Una volta in casa i malviventi avevano messo a soqquadro la casa portando via più di 2.000 euro in contanti e dei gioielli. La vittima ha denunciato l'accaduto ai Carabinieri, che si sono immediatamente allertati.

La stessa modalità di rapina era stata utilizzata dai tre uomini poche ore prima in due diverse occasioni a Ferrara. La sinergia fra gli uomini dell'arma di Rovigo con i colleghi di Ferrara ha permesso di arrivare in brevissimo tempo all'individuazione dei tre e dalle indagini si è scoperto che l'auto su cui viaggiavano era stata presa a noleggio a Venezia e - nello stesso pomeriggio – essa è stata individuata e fermata a Monselice, con i tre a bordo.

Secondo gli inquirenti i tre - Adriano Celentano di 37 anni, Nicola Verolla di 33 entrambi di origini campane e il cittadino kosovaro Besnik Hamzasj, ventinovenne – avrebbero puntato la categoria delle massaggiatrici come vittime delle rapine credendo che nessuna di loro avrebbe sporto denuncia, per il timore di sollevare verifiche sulla propria posizione. Niente di più sbagliato: tutte le ragazze hanno segnalato l'accaduto e sporto denuncia ed – anzi – le forze dell'ordine credono che nei prossimi giorni arriveranno altre segnalazioni di rapine effettuate con le stesse modalità, così come già fatto da un'altra massaggiatrice straniera rapinata secondo la stessa procedura ad ora di pranzo a Ferrara lo stesso 10 agosto.

A tal fine sono state rese pubbliche le fotografie di segnalazione dei tre individui: chiunque riconosca di essere stato contattato o rapinato da uno di loro non esiti a segnalarlo ai Carabinieri: la collaborazione dei cittadini servirà ad evitare che casi simili possano ancora verificarsi. Al momento i tre sono in carcere presso il Carcere di Rovigo con l'accusa di rapina e possesso di tesserini distintivi contraffatti con continuazione del reato ed in concorso.

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