Sindaci in piazza contro lo Spending Review
Rovigo - Questa mattina alcune centinaia di sindaci provenienti da vari Comuni d’Italia si sono radunati in piazza a Roma per protestare contro lo spending review.
Appuntamento fissato dall’ANCI (Associazione nazionale Comuni italiani) a piazza Sant’Andrea Della Valle, a pochi passi dal Senato, dove oggi si discute e passa all’esame il tanto contestato Dl sulla Revisione della spesa pubblica, ormai ribattezzato col termine anglofono ”spending review”.
I lavori della Commissione Bilancio sono iniziati ieri ed i tempi della discussione e dell’eventuale approvazione a Palazzo Madama sono stati accelerati a causa dell’andamento negativo dello spread e delle Borse.
Sempre ieri pomeriggio l'UPI (Unione Province d’Italia) con una delegazione guidata dal Presidente Giuseppe Castiglione si è recata a Roma per un confronto con il Governo volto a discutere il contestatissimo taglio delle Province (tra queste Rovigo – vedi articolo).
Oggi è stato il turno dei Comuni: tra i tanti vessilli e stemmi delle città italiane il Polesine era presente con il sindaco di Rovigo Bruno Piva, insieme al presidente del Consiglio comunale Paolo Avezzù, al sindaco di Guarda Veneta Gianluca Braga e al vice sindaco di Adria Giorgio D’Angelo.
La delegazione ha voluto testimoniare personalmente il proprio dissenso ai tagli della spending review: “Un conto è eliminare gli sprechi – hanno detto Piva e Avezzù -, e su questo siamo tutti d’accordo, altra cosa è effettuare tagli lineari e sui servizi. Questo significa dover aumentare le tasse. L’iniziativa dell’Anci ha voluto sensibilizzare i parlamentari su quella che è una situazione sempre più difficile da gestire per i Comuni”.
Ha aggiunto Piva: “Si sta perpetuando una politica che continua a penalizzare gli enti locali, ed i Comuni in modo particolare. Una cosa inaccettabile. Per questo siamo perfettamente d’accordo con la posizione assunta dall’ufficio di presidenza dell’Anci che, oggi davanti a palazzo Madama, ha deciso di manifestare la propria contrarietà al decreto sulla spending review".
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Monti è stato accolto come il salvatore della patria. Adesso ha tutti contro per i suo provvedimenti lacrime e sangue.
Nessuno però si rende conto che c'è continuità con i governi precedenti, l'unica differenza è che il percorso viene ancora più indicato dalle banche
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