Terremoto: una notte relativamente tranquilla

30 Maggio 2012 |  Rovigo | Cronaca | Terremoto | HomePage Rovigo |

Ferrara – Per gli esperti dell’Istituto Nazionale di Vulcanologia e Geologia la scossa di magnitudo 5.8 che ieri mattina ha scosso le province di Modena, Ferrara e Mantova, ma che si è sentita dal Lazio alla Valle d’Aosta, era il principio di un nuovo terremoto – inteso come sequenza di scosse.

Ieri durante il sisma era morto un giovane operaio rodigino nel crollo del capannone della Haemotronic, a Medolla (Modena): si tratta di Paolo Siclari, 37 anni di Castelmassa.

L’I.N.V.G. ieri pomeriggio aveva messo in allerta i cittadini e la Protezione Civile sulla possibilità che potesse verificarsi una scossa di magnitudo simile, o persino superiore, a quella di ieri mattina: fortunatamente non è stato così e la notte è trascorsa in maniera abbastanza tranquilla.

La terra non ha smesso comunque di tremare: durante la notte si sono verificate più di 50 scosse di minore intensità, la più forte è stata registrata stamattina alle 8, con magnitudo 3.8 ed epicentro in prossimità dei Novi di Modena e Concordia, in provincia di Modena, e Moglia, in provincia di Mantova.

Nei campi di accoglienza nel ferrarese le scosse della notte hanno tenuto svegli gli sfollati, già duramente provati dal sisma e dalle condizione di sopravvivenza degli ultimi giorni: i campi sono sovraffollati, le temperature si stanno lentamente adeguando alle medie della stagione e l’idea che la situazione non si risolverà nei tempi sperati esaspera gli animi.

Ieri sera a Cavezzo, intorno alle 21, è stata estratta viva dalle macerie una donna di 65 anni: era rientrata nella sua abitazione del centro storico della cittadina, in via I Maggio, per recuperare degli indumenti quando la scossa delle 12.56 ha sbriciolato la palazzina. Si è salvata perché protetta dalla spalliera del letto e – una volta recuperata – è stata portata all’ospedale di Modena.

Nonostante ciò il bilancio delle vittime resta pesante: 17 morti e 350 feriti, che si vanno a sommare alle 7 vittime del sisma del 20 maggio.

Mentre la Protezione Civile e il Genio Militare si ingegnano per rendere più umano il soggiorno dei 14.000 sfollati del terremoto nei campi di accoglienza e nelle strutture ricettive che sono utilizzate in questa emergenza, diventa sempre più forte la richiesta di chiarezza sulla sciagura: i terremoti non sono prevedibili ma si sarebbe poteva evitare la morte di così tante persone, sorprese dal sisma durante il lavoro?

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