Terremoto: Zaia ieri ha fimato il decreto per lo stato di crisi

Rovigo - A 48 ore dalla notte della forte scossa di terremoto che ha colpito L’Emila Romagna e l’Altopolesine è possibile tracciare un bilancio dei danni e guardare avanti, a quello che c’è da fare per tornare al più presto alla normalità.

Stamattina è previsto un vertice in Prefettura fra tutti i sindaci dei comuni colpiti dal terremoto, per fare il punto della situazione.

Ieri, a Venezia, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha firmato il decreto con il quale viene dichiarato lo stato di crisi. Questo darà la possibilità ai sindaci della provincia di Rovigo di effettuare accertamenti sui danni causati da sisma per chiedere poi un contributo allo Stato. Se dovessero emergere situazioni critiche anche al di fuori della provincia rodigina, il presidente Zaia ha assicurato che si interverrà con ulteriori provvedimenti.

Nelle scorse ore sono state completate le ispezioni di verifica sulle strade di ponti e cavalcavie nella rete di Autovie Venete e non è stato riscontrato alcun danno o criticità. Si sta procedendo con il controllo delle strade minori.

Completate anche le verifiche nelle strutture che ospitano le scuole.

Rimarrà chiusa fino a settembre le scuole elementari di Castelmassa: i circa 180 alunni saranno divisi per classi in varie sedi disponibili e sicure messe a disposizione dal Comune e già da giovedì potranno riprendere le lezioni. I bambini troveranno spazio al mercato coperto, al teatro Cotogni, nella sala consiliare del municipio, nella sala polivalente di piazza Garibaldi e in due aule delle scuole medie.

Inagibile anche dell’Istituto Agrario di Trecenta, in giornata sarà deciso dove spostare gli studenti per la ripresa delle lezioni.

Punto critico di diversi comuni del rodigino le chiese: in diversi comuni le strutture religiose sono le più danneggiate, molte sono state dichiarate inagibili .

A Ficarolo – uno dei comuni maggiormente colpiti dal terremoto – sono state dichiarate inagibili le due chiese e le due palazzine prospicienti il campanile della Chiesa di Sant'Antonino. Per stamattina è in programma una verifica da parte dei pompieri: una gru salirà sulla sommità della struttura per stabilire come procedere alla messa in sicurezza e al consolidamento di uno dei campanili più ati del Veneto. A causa dell’inagibilità delle loro abitazioni, le palazzine accanto al campanile, alcune famiglie magrebine (circa una quindicina di persone in tutto) sono state ospitate all’interno del Palazzetto dello Sport nelle ultime due notti.

Anche ad Occhiobello la chiesa di San Lorenzo è stata la più colpita: resta inagibile la zona dell’altare, sulla quale è crollato un tratto di intonaco dell’arcata del presbiterio; le funzioni potranno per svolgersi regolarmente poiché tutto il resto della struttura non ha subito danni. Anche la chiesa di Castelmassa sembrava aver subito dei danni gravi ma, contrariamente a quanto vociferato in principio, potrà essere riaperta ai fedeli già sabato prossimo. Resta invece inagibile la chiesa di Calto, che ha registrato un crollo parziale del tetto.

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