Stipendi in Regione: "Un insulto per tanti lavoratori"

Virgili scrive al premier Monti in merito al riassetto istituzionale
22 Febbraio 2012 |  Rovigo | Politica |

“Nel 2010 le regioni hanno avuto un costo pro capite di 30 euro, le province 12”. Parla di cifre la lettera sul riassetto istituzionale inviata ieri dalla titolare di Palazzo Celio al presidente del consiglio dei ministri Mario MontI.

Se nella nota trasmessa alcuni giorni addietro al ministro Piero Gnudi, presidente della commissione stato-regioni ed ai segretari nazionali del Pd, Pdl, Idv, Lega, Unione di Centro e Futuro e Libertà erano stati affrontati aspetti quali la rappresentanza, le materie, la storia e le disparità, in questa a Mario Monti si confrontano le cifre: dal numero di amministratori ai costi per i cittadini, dalle indennità alle retribuzioni dei lavoratori “Un'indagine condotta e pubblicata da un sindacato nel 2011 – scrive la presidente Tiziana Virgili - dimostrava come le spese per il 2010 di giunte e consigli regionali ammontassero a quasi un miliardo e 200 milioni (1.173.447.315) con un costo pro capite di 30 euro a fronte dei 12 per le province con 454.808.007 di spese”.

“Dati – prosegue la presidente Tiziana Virgili - che acquistano particolare rilievo se comparati al numero delle Regioni, 21 con 1.356 tra presidenti, assessori e consiglieri a fronte delle 107 Province con 4.258 tra presidenti, consiglieri ed assessori ed attualmente in fase di drastica riduzione”.

“Altro esempio dell'enorme differenza e, quindi, dell'ampio margine di risparmio – continua sono le indennità di carica delle giunte regionali, pari per lo meno a tre volte di quelle provinciali; così pure non può non colpire l'indennità percepita da un consigliere regionale, senza che, peraltro, questo esplichi funzioni di particolare responsabilità, a fronte dei colleghi delle Province ai quali spetta soltanto un gettone di presenza per la partecipazione ai consigli o commissioni”.

“Le somme corrisposte – prosegue la presidente - rappresentano un insulto per i tanti lavoratori, la cui mensilità non supera, nei casi più fortunati, i 1.200 euro e, ancor più, per i molti cassaintegrati o disoccupati impegnati quotidianamente nella ricerca del necessario per vivere”.

“Risulta allora naturalmente chiaro – conclude il testo inviato al presidente del consiglio Mario Monti - come sia imprescindibile rivedere l'assetto amministrativo-istituzionale delle Regioni, in un'azione complessiva di contenimento della spesa pubblica che trarrebbe un ulteriore benefìcio anche dall'affidamento di competenze specifiche alle Province, con miglior resa nel rapporto costi-benefici dei servizi erogati in ambiti strategici, quali per esempio, la sanità, il sociale, l'ambiente, il trasporto pubblico, il turismo”.

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