Confcooperative: "Difficile tutelare l'occupazione"

Luigi Marino sulla riforma degli ammortizzatori sociali
22 Febbraio 2012 |  Rovigo | Economia & Lavoro |

“La riforma degli ammortizzatori sociali, soprattutto in un momento di perdurante crisi economica, non deve comportare ulteriori incrementi del costo del lavoro per le imprese”. Questo in sintesi il messaggio che Confcooperative Rovigo ha affidato a Luigi Marino che partecipa al tavolo di confronto tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro come presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane.

La cooperazione polesana ribadisce con forza la necessità che la riforma del mercato del lavoro tenga comunque conto della figura particolare del socio lavoratore che in prima persona condivide una responsabilità imprenditoriale all’interno della cooperativa.

“Le cooperative non accumulano ma distribuiscono ricchezza” fanno altresì notare i Consiglieri riunitesi ieri per l’ultima volta in questo mandato prima dell’Assemblea di rinnovo cariche del 3 marzo per condividere proposte e mozioni da presentare ai cooperatori delegati che parteciperanno ai lavori assembleari anche per rinnovare le cariche sociali.

“Sarà l’occasione per celebrare l’Anno Internazionale delle Cooperative proclamato dalle Nazioni Unite – evidenziano i vicepresidenti Camilla Cabri e Paolo Mancin – si tratta di un evento unico nella storia del movimento cooperativo mondiale e rappresenta un’occasione straordinaria per dare visibilità alle imprese cooperative, per promuoverle nei confronti delle istituzioni e degli altri attori economici e sociali, per farle conoscere meglio al più vasto pubblico”.

Nel bilancio del Consiglio uscente sono state evidenziate le principali criticità delle imprese cooperative del territorio: una forte riduzione, se non azzeramento, dei margini d’impresa per tutelare l’occupazione; la contrazione della domanda interna, la piaga dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, il dumping contrattuale, vale a dire la concorrenza sleale attraverso l’applicazione di contratti pirata che consentono di tagliare sensibilmente il costo del lavoro; una burocrazia farraginosa e un grave appesantimento delle condizioni di accesso al credito nonostante che le nostre Banche di Credito Cooperativo mantengano alta la loro disponibilità verso le imprese.

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