"Riconvertire la centrale significa annullare la biodiversità"

Confronto tra Legambiente e istituzioni sulla centrale di Porto Tolle
21 Febbraio 2012 |  Rovigo | Cronaca |

Si è svolto nella serata di sabato 18 febbraio a Ferrara, l'incontro organizzato da Legambiente per confrontarsi con le istiutuzioni e le associazioni sul rifiuto della riconversione a carbone della centrale di Porto Tolle. Una scelta, sostenuta fortemente dalla regione Veneto, che trova l'opposizione della società civile e molte di istituzioni dell'Emilia Romagna.

"Riconvertire a carbone la centrale di porto Tolle - scrive il comitato emiliano di Legambiente - significherebbe vanificare gli sforzi di anni di impegno per conservare e valorizzare la biodiversità di questi territori, facendo regredire l'economia locale faticosamente riconvertita: un'economia basata in molta parte su agricoltura, pesca, turismo, legata alle tradizioni locali e fondata sul recupero del secolare equilibrio tra uomo e natura. Questi territori non hanno bisogno di 2800 tonnellate l'anno di ossidi di azoto e di 3700 tonnellate di ossidi di zolfo, ma di un progetto unitario di valorizzazione, che superi i confini amministrativi e che punti su tipicità territoriali ed energia pulita e rinnovabile".

Per questo Legambiente esprime apprezzamento per le dichiarazioni delle amministrazioni intervenute all'appuntamento: netta contrarietà al progetto è stata infatti espressa dagli Assessori all'ambiente di Codigoro e Ferrara, ed è stata sottolineata anche dal Sindaco del Comune di Mesola, che ha chiarito come la centrale vada in direzione opposta a quanto fatto finora in termini di visione futura del territorio del Delta. Legambiente ha apprezzato inoltre l'intervento del consigliere regionale Monari, con l'inivito ad un'azione bipartisan della politica dell'Emilia Romagna nell'avviare un interlocuzione con le istituzioni ed i partiti del Veneto: partiti che, ai due lati del Po, hanno pareri opposti sulla validità e la necessità del progetto di riconversione dell'impianto.

Il consiglio regionale dell'Emilia Romagna ha già approvato una risoluzione contro la riconversione della centrale ed una per l'adesione alla manifestazione di Adria, tenutasi lo scorso ottobre. Risoluzioni presentate rispettivamente dal Movimento 5 stelle e da gruppo SEL-Verdi ma entrambe firmate da esponenti del PD, IDV e Federazione della sinistra. In vista della ripresa dei lavori della Commissione VIA, Legambiente chiede che Errani e la Giunta Regionale diano seguito alle indicazioni delle risoluzioni consigliari, con atti concreti in sede ministeriale.

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