Rovigo quanto è accogliente?
Circa 53.000 persone popolano il territorio rodigino e per tutti coloro che sono nella necessità di chiedere un’accoglienza: senza dimora, ex detenuti, persone sole e poveri, ci sono intorno ai trenta posti letto disponibili attraverso le reti della solidarietà: Portaverta, Arcobaleno, Coccinella e Casa Mimma.
Sul territorio provinciale, per circa 250.000 abitanti, la situazione poi non si modifica più di tanto, da aggiungere una decina di posti alla comunità Emmaus di Fiesso Umbertiano e poco altro, scopriamo un disegno di disponibilità abbastanza esiguo in rapporto alle sempre maggiori necessità di dare risposte alle persone che non hanno un luogo dove “poggiare il capo”. Di questo e tanto altro si parlerà domenica 22 gennaio, con inizio alle ore 8.30, presso il Centro Giovanile San Giovanni Bosco di Rovigo, in occasione della 22^ assemblea dell’associazione di volontariato Centro Francescano di Ascolto che ha come tema “Un territorio che accoglie ed abbraccia”.
Per analizzare questo quadro abbastanza spoglio di risposte, ma ricco di percorsi che produce il territorio polesano interverranno all’assemblea alcuni rappresentanti delle realtà locali che mettono a disposizione luoghi, disponibilità ed accoglienza per le persone in difficoltà, indipendentemente dalla etnia e religione, come Angela Pasini presidente della Comunità Emmaus di Fiesso Umbertiano, Donata Tamburin presidente di Arcisolidarietà di Rovigo e Marco De Poli volontario dell’associazione Portaverta di Rovigo.
A dare uno spaccato su quanto accade a livello nazionale sarà invece don Armando Zappolini, presidente del Cnca – Coordinamento Nazionale delle Comunità d’Accoglienza – che aprirà una finestra sulle diverse realtà che operano in giro per l’Italia e sulle scelte ultimamente prodotte per cercare di arginare una povertà sempre più dilagante.
Ad introdurre la giornata sarà il direttore del Centro Francescano di Ascolto, nonché garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Rovigo, Livio Ferrari, che farà una carrellata di quanto ha attuato nel 2011 l’associazione di via Mure, con i suoi servizi: ascolto, carcere, stranieri, laboratorio di studi; con lo sportello luna, quello di avvocato di strada, quello a colori e pinocchio.
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