18 agosto 2011 - Rovigo, Politica

Tirocini, Brusco: 'Da noi hanno funzionato'

Nota inviata dall'assessore alla Formazione al ministro Sacconi sulla manovra governativa

Con una nota inviata a ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi ed ai parlamentari polesani Luca Bellotti ed Emanuele Munerato, l’assessore provinciale alla Formazione ed al Lavoro Guglielmo Brusco interviene sui tirocini che la manovra governativa limita a sei mesi e unicamente per neo diplomati o laureati ed entro un anno dal titolo, fatta eccezione per i disabili, gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti e i condannati ammessi a misure alternative di detenzione.

“Questa Provincia – scrive Brusco - da anni realizza interventi di politiche attive del lavoro con tirocini finanziati a favore di disoccupati quali over 45 espulsi dal mercato, donne e uomini soli con figli a carico, soggetti segnalati dai servizi sociali dei Comuni, donne in situazione di particolare difficoltà per la propria incolumità personale, soggetti in carico ai servizi per le tossicodipendenze. Analizzando l’attività svolta da gennaio 2010 a maggio 2011 sono stati attivati 439 tirocini, di cui 380 conclusi. Di questi, il 42% ha avuto un seguito, con 159 utenti interessati dagli interventi sono rimasti nel mercato: l’82% pari a 130 persone vi è rimasto con un’occupazione, mentre il restante 18% (29 persone) con ulteriori tirocini, dei quali i 2/3 saranno con alta probabilità trasformati in rapporti di lavoro. Senza nulla togliere alla necessità di avviare tirocini a favore di giovani neo-diplomati e neo-laureati, considerato l’elevato tasso di disoccupazione giovanile, si ritiene comunque che le fasce sopra citate non possano essere escluse da questi interventi. Si tratta di persone che per età, nella maggioranza dei casi, non possono avvantaggiarsi di contratti agevolati come l’apprendistato e che vedono nel tirocinio una delle pochissime opportunità di avvicinarsi ad un’azienda, farsi conoscere, sviluppare competenze e rimettersi in circolo”.

“Le chiedo pertanto – prosegue il vice presidente di Palazzo Celio - di interessarsi affinché dette fasce possano rientrare in uno dei pochi strumenti di politica attiva del lavoro che possono essere messi in campo, perché questa Provincia lo ha sperimentato molto positivamente e lo ritiene assolutamente prezioso, negarlo sarebbe iniquo”. “Un’ulteriore modifica al Dl – conclude Brusco - riguarda la prescrizione di attivare i tirocini per i giovani entro 12 mesi dalla data del diploma o della laurea. Si tratta di un periodo troppo limitato, in considerazione delle attuali dinamiche di crisi aziendali e, non meno importante, della possibilità di effettuare incroci domanda/offerta veramente virtuosi”.

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