20 marzo 2019 - Economia & Lavoro

Roca, Franco Nanni: "l’Adriatico ha ancora molte riserve di gas che potrebbero essere sfruttate"

Il presidente dell'Associazione contrattisti Offshore: legge No Triv, al lavoro "per il progetto modifica". Dal 27 marzo a Ravenna appuntamento con Omc 2019

Franco Nanni, presidente del Roca, l'Associazione dei contrattisti Offshore di Ravenna interviene sui temi dell'energia, a pochi giorni dall'inizio di Omc 2019, in programma dal 27 al 29 marzo al Pala De André.

 

Qual è il tema principale di OMC 2019?

“L'edizione 2019 dell'Offshore Mediterranean Conference and Exhibition (OMC) affronterà il tema 'Espansione delle energie mediterranee per alimentare la crescita regionale'. Ciò significa che le nuove scoperte nel Mediterraneo orientale e meridionale stanno offrendo opportunità non solo alle compagnie petrolifere e del gas, ma anche all'economia dell'intera regione del Mediterraneo. Le Aziende della nostra associazione ed in generale tutti i contrattisti Italiani del settore Oil&Gas guardano con interesse le esplorazioni in acque profonde in Mediterraneo. In tutto il Mediterraneo c’è grande fermento nella ricerca di idrocarburi e quindi l’industria del settore si aspetta una nuova ondata di attività”.

 

La ripresa del prezzo del petrolio offre nuovi scenari all'industria petrolifera e del gas?

“Sicuramente con l’aumento del prezzo del petrolio ci aspettiamo una ripresa degli investimenti. Tuttavia sarà un volano molto pesante da fare ripartire ma sicuramente le Compagnie petrolifere faranno ripartire le attività”.

 

Come vede il futuro delle attività del settore in Italia?

“Purtroppo in Italia sono quasi 15 anni che non si fanno investimenti importanti, nonostante ci siano ancora molte possibilità di sfruttare interessanti giacimenti di gas ed olio. L’Adriatico ha ancora molte riserve di gas che potrebbero essere sfruttate con consistenti investimenti. Si potrebbero fare subito almeno 50 piattaforme con la possibilità di raddoppiare l’attuale produzione di gas. L’attuale Governo è diviso nel suo interno, ma una parte crede nella necessità di produrre gas “italiano” al fine di ridurre le importazioni che attualmente sono il 95% del consumo nazionale”.

 

Qual è stato il lavoro di ROCA?

“ROCA, l'Associazione dei contrattisti Offshore di Ravenna, è stata fondata nel 1992 con l'obiettivo di organizzare nel 1993 il primo OMC. Ora l’attività di ROCA è prevalentemente svolta a promuovere le aziende associate. Come associazione di categoria partecipiamo anche a tavoli di lavoro con istituzioni per difendere il settore”.

 

La recente legge NO TRIV, il recente incidente nella piattaforma ENI sembrano fare un anno nero del vostro settore. Come vede un OMC aperto a quest’insegna?

“Purtroppo l’incidente ha sconvolto tutti gli operatori del settore. Premetto che nel lavoro non devono accadere incidenti, ma devo fare notare che la percentuale degli incidenti offshore è molto inferiore a tutti gli altri settori. Le nostre aziende hanno dei livelli di sicurezza sul lavoro fra i più rigidi. Non voglio sindacare sull’incidente ma saranno gli uffici competenti a valutare. Come dicevo prima sono 15 anni che le attività in Adriatico sono quasi ferme. La legge approvata l’11 febbraio mette una proroga di altri 18 mesi. Potrebbe essere un avvio alla fine delle nostre attività. La nostra associazione si è attivata per preparare un progetto di modifica della legge e soprattutto abbiamo preparato delle linee guida per il nuovo Piano Energetico che sarà varato fra 18 mesi. Una parte del Governo ci ha ascoltato e si è resa disponibile a modificare la legge nel rispetto dell’ambiente. Ci sono state date rassicurazioni che verranno riprese le attività in Adriatico. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio On. Giancarlo Giorgetti verrà a Ravenna all’inaugurazione di OMC e questo mi sembra un ottimo segnale. Sono diverse edizioni di OMC che non viene un membro del Governo. Chissà che non sia un buon segnale”.

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