Crisi editoria, “Se il free-press è distribuito in edicola...”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore:

“Il gesto di andare in edicola ad acquistare il giornale potrebbe diventare presto uno di quei ricordi da ascrivere al celebre gioco del ‘Noi che...’. Perché, che ce ne rendiamo conto oppure no, stiamo assistendo alla lenta agonia di quei presidi del territorio, sentinelle della qualità dell’informazione, schiacciate fra crisi dell’editoria e mancanza di tutele. A livello nazionale sono ben 10mila le attività che hanno chiuso i battenti dal 2004 ad oggi.

Fra le distorsioni che - a mio avviso - non giovano ad un settore già così martoriato vi è la distribuzione di periodici gratuiti all’esterno delle edicole. Aldilà dell’ambito del diritto, che non è di mia competenza, ciò che appare lampante è la necessità di iniziare a porsi un problema di carattere etico.

La carta stampata sta vivendo una crisi senza precedenti anche e soprattutto a causa della trasmigrazione dei lettori nell’online, regno dell’informazione gratuita e spesso mordi e fuggi. Se anche nell’ambito delle edicole si favorisce questo modello di business – a mio avviso – non si fa altro che rinforzare e accelerare quel processo di disfacimento che andrebbe invece invertito.

E’ di poche settimane fa la notizia di come il primo cittadino fiorentino abbia dimostrato attenzione alla carta stampata con una serie di sgravi fiscali quantificabili nel 30% per il 2018, del 70% nel 2019 fino ad arrivare gradualmente allo sgravio totale nel 2020. Una misura che, nella sua eccezionalità, fa capire la gravità del fenomeno a cui stiamo assistendo e la via da seguire per non perdere definitivamente i nostri presidi di qualità dell’informazione e sostenere l’editoria in difficoltà”.

 

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